ISSN 2039-1676


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29 settembre 2019 |

DPC è online

Editoriale

Quale Editore (oltre che ideatore, fondatore e finanziatore) di DPC, apprendo con sorpresa e sgomento la decisione unilaterale assunta dal Direttore scientifico – e dal medesimo comunicata urbi et orbi – di sospendere, in maniera del tutto illegittima e arbitraria, le pubblicazioni della Rivista, peraltro definita dallo stesso Direttore scientifico, in messaggi inviati a Organismi istituzionali, un “servizio pubblico”.

In attesa di assumere le iniziative più opportune al fine di tutelare il maggior bene protetto, rappresentato dal diritto all’informazione, nonché di vedere accertata l’illegittimità della censura, unilateralmente disposta, con abuso di potere e per finalità sicuramente non attinenti agli obiettivi scientifici della Rivista, ritengo mio preciso dovere, quale Editore di DPC, porre in essere quanto necessario, in via d’urgenza, al fine di garantire la continuità della Rivista e del diritto di informazione fornito dalla stessa.

Per tali ragioni, invito quindi tutti gli autori di DPC – e anche coloro che ancora non lo siano – a inviare alla redazione di DPC (redazione@penalecontemporaneo.it) i materiali che vorranno pubblicare sulla rivista, così come chiedo, e auspico, che i collaboratori di DPC continuino la loro metodica quotidiana attività, indispensabile perché DPC continui a vivere.

Provvederò personalmente, in attesa che la situazione venga chiarita e definita, a fare quanto necessario affinché i contributi vengano pubblicati e la Rivista possa proseguire.