ISSN 2039-1676


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22 marzo 2019 |

Conquiste, rimpianti, incertezze: una lettura diacronica della riforma penitenziaria minorile

Il contributo è destinato a costituire l'Introduzione a un volume collettaneo dedicato al nuovo ordinamento penitenziario, a cura di Lina Caraceni e Maria Grazia Coppetta, di prossima pubblicazione per i tipi di Giappichelli. Si ringraziano l'Editore e le curatrici per averne consentito l'anticipazione in questa Rivista.

Trattandosi di contributo già accettato per la pubblicazione in altra sede, non è stato sottoposto alla consueta procedura di peer review.

 

Abstract. L’Autore, dopo essersi soffermato sulla lunga attesa di un’organica regolamentazione dell’esecuzione penitenziaria minorile, esamina il percorso di riforma culminato nell’approvazione del d. lgs. 2 ottobre 2018, n. 121. Un percorso, si sostiene, dall’andamento irregolare, caratterizzato da risultati promettenti nella prima fase e da contenuti finali poco soddisfacenti. In sede di bilancio, si sottolinea che, se da un lato l’esecuzione penitenziaria minorile è finalmente disciplinata in forma autonoma da una fonte di primo livello, dall’altro, per il raggiungimento di soluzioni più avanzate è probabile un nuovo periodo di attesa

SOMMARIO: 1. La pluridecennale assenza di una regolamentazione ad hoc dell’esecuzione penitenziaria minorile. – 2. Una retrospettiva sulla vita longeva di una disposizione transitoria (art. 79 co. 1° ord. penit.). – 3. Le tappe di avvicinamento alla riforma penitenziaria del 2018. – 4. Dalle direttive della legge delega al promettente articolato Cascini e ai successivi arretramenti. – 5. La perfettibilità della nuova regolamentazione rapportata al clima del dopo-riforma: l’inizio di una nuova fase di attesa.