ISSN 2039-1676

logo università Bocconi
logo università degli studi di Milano
con la collaborazione scientifica di

ISSN 2039-1676


21 marzo 2019 |

La Cassazione e i fratelli minori di Lorefice

A margine di Cass., Sez. I, sent. 23 ottobre 2018 (dep. 13 dicembre 2018), n. 56163, Pres. Iasillo, Est. Santalucia (riflessioni a proposito degli obblighi di conformazione alle sentenze della Corte EDU che riconoscono una violazione del diritto all'equo processo)

Contributo pubblicato nel Fascicolo 3/2019

Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.

Per leggere il testo della sentenza commentata, clicca qui.

 

Abstract. La Cassazione ha confermato la pronuncia della Corte di Appello di inammissibilità della richiesta di revisione, avanzata da un ricorrente, che, pur senza avere mai adito la Corte europea dei diritti dell’uomo, assumeva di trovarsi in posizione analoga a quella di altro ricorrente vittorioso a Strasburgo, con riguardo alla riconosciuta violazione dell’art. 6 CEDU (caso Lorefice c. Italia), e, per tale ragione, chiedeva la riapertura del suo processo. Ma è giusto impedire ai fratelli minori di Lorefice, a differenza di quelli di Scoppola, di rivolgersi ad un giudice interno per accertare se, come nel caso del fratello maggiore, anche nella loro vicenda processuale vi sia stata violazione del diritto fondamentale all’equo processo sancito dall’art. 6 CEDU? Le brevi note che seguono, partendo da una riflessione più ampia sugli obblighi di conformazione alle sentenze della Corte EDU gravante sui singoli Stati membri, mirano a confutare gli argomenti posti a sostegno della decisione della Cassazione, per giungere alla conclusione che anche ai fratelli minori del Lorefice deve essere riconosciuta la possibilità di rimuovere “lo stigma dell’ingiustizia” costituito da una condanna frutto di un processo non equo.

SOMMARIO: 1. Breve sintesi della sentenza della Cassazione. – 2. L’orientamento espresso in altre pronunce. – 3. Gli obblighi conformativi degli Stati membri rispetto alle sentenze della Corte EDU. – 4. L’autorità “interpretativa” della sentenza della Corte EDU. – 5. Prime conclusioni. – 6. Ma davvero ce lo chiede Strasburgo? – 7. Gli argomenti a favore dell’apertura verso i fratelli minori del Lorefice. – 8. Il suggestivo, ma fallace, argomento dell’irragionevole squilibrio di sistema che deriverebbe dal riconoscimento di una maggiore incidenza delle sentenze della Corte EDU sul giudicato rispetto a quelle della Corte costituzionale. – 9. La revisione c.d. europea come mezzo processuale privilegiato per le istanze di giustizia dei fratelli minori di Lorefice. – 10. Conclusioni.