ISSN 2039-1676

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26 febbraio 2019 |

Mandato di arresto europeo e minorenni nella visione della Corte di giustizia: profili critici del caso Piotrowski

Contributo pubblicato nel Fascicolo 2/2019

Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.

Per leggere il testo della sentenza della Corte di giustizia nel caso Piotrowski (C-367/16), clicca qui.

 

Abstract. Il saggio analizza da una prospettiva critica la sentenza della Corte di giustizia nel caso Piotrowski, nella quale i giudici di Lussemburgo hanno affrontato per la prima volta l’interpretazione del motivo obbligatorio di rifiuto contemplato dall’art. 3 n. 3 della decisione quadro 2002/584/GAI, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, riferito all’ipotesi in cui la persona destinataria del mandato «non può ancora essere considerata, a causa dell’età, penalmente responsabile dei fatti all’origine» del mandato stesso «in base alla legge dello Stato membro di esecuzione». L’analisi offre l’occasione per fare il punto sullo “stato dell’arte” della tematica dei diritti fondamentali alla prova del meccanismo dell’euro-mandato.

SOMMARIO: 1. I motivi di non esecuzione del mandato di arresto europeo (m.a.e.): rilievi introduttivi. – 2. Il motivo di non esecuzione obbligatoria previsto dall’art. 3 n. 3 decisione quadro m.a.e. all’esame della Corte di giustizia nel caso Piotrowski: a) la fattispecie concreta e le questioni pregiudiziali. – 3. Segue: b) le conclusioni dell’avvocato generale. – 4. Segue: c) la soluzione adottata dai giudici di Lussemburgo tra conferme e delusioni, in rapporto al preminente «interesse superiore» del minore (art. 24 § 2 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea). – 5. Riflessioni conclusive sui diritti fondamentali alla prova del m.a.e.