ISSN 2039-1676

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9 gennaio 2019

King, C., Walker, C., Gurulé, J. (Ed.), The Palgrave Handbook of Criminal and Terrorism Financing Law (Palgrave MacMillan, Londra, 2018) 2 volumi, pp. 1260

Recensione

Il contesto

Come dimostrano produzioni hollywoodiane quali Il Padrino, I Sopranos e The Wire, nelle rappresentazioni popolari abbonda il finanziamento criminale ottenuto attraverso racket e criminalità organizzata. Sebbene la lotta al finanziamento del terrorismo (counter-terrorism financing, CTF) non sia stata rappresentata in modo altrettanto attraente, occasionalmente, alcuni scorci nel business del terrorismo – come la pubblicazione dell’Osama Bin Laden Document da parte del Direttore dell'Intelligence nazionale statunitense, basata sui materiali sequestrati nel corso del raid di Abbottabad del 2011 – hanno rivelato informazioni affascinanti.

Alcuni commentatori potrebbero ritenere che l’attenzione dell’opinione pubblica, generata non solo grazie alla cultura popolare ma anche alla promozione governativa, sia stata eccessiva. Ciò nonostante, i governi continuano fermamente ad indicare il terrorismo e la criminalità organizzata quali principali minacce alla sicurezza nazionale. Finora, però, le reazioni tradizionali da parte delle forze dell’ordine hanno faticato ad ottenere sufficienti risultati, come risulta dal mescolarsi di vari modelli organizzativi e operativi.

Attualmente, il contrasto ai patrimoni criminali avviene attraverso l’adozione di misure anti-riciclaggio volte ad evitare che il “denaro sporco” si infiltri nell’economia lecita, oltre a poteri di confisca per colpire le risorse finanziarie accumulate da chi è impegnato in attività criminali. Quanto alla lotta contro il finanziamento del terrorismo, dopo l’11 settembre, la comunità internazionale, con forza sempre maggiore, ha chiesto l’impegno degli Stati in tale direzione, e tra il 2014 e 2015 anche nei confronti dei foreign fighters e dello Stato Islamico. Rimangono però differenze tra la lotta al riciclaggio penalmente rilevante e la lotta al finanziamento del terrorismo, quali l’enfasi sulla raccolta di informazioni così come sulla negazione del valore dell’impresa criminale. Al tempo stesso, esistono analogie e scambi delle buone prassi.

Insomma, non si può dubitare dell’importanza delle strategie di lotta al riciclaggio, confisca dei patrimoni e lotta al finanziamento del terrorismo. Tuttavia, ci sono margini per dubitare dell’efficacia e conformità ai principi di uno Stato di diritto di molti aspetti di queste politiche criminali.

 

Il progetto

Questo volume intende rispondere all’esigenza di un’approfondita analisi delle strategie, leggi e istituti ispirati al principio del “seguire il denaro”.  Viene svolta una esauriente, autorevole, acuta e dettagliata valutazione dei risultati ottenuti fino ad ora e delle iniziative politiche, pratiche e di ricerca future. Ciò viene fatto basandosi sulle ricerche di autori eminenti di diverse giurisdizioni, tra cui l’Italia. I principali temi di discussione coprono i seguenti aspetti.

Rispetto agli elementi sostanziali dell’agenda, la strategia – piuttosto ampia – del “seguire il denaro” richiede un’analisi dei diversi istituti che caratterizzano le diverse operazioni, ossia, la lotta al riciclaggio, il recupero dei patrimoni (che può includere la confisca dei beni dopo la condanna, la confisca senza condanna e la tassazione dei patrimoni ottenuti illegalmente) e gli strumenti equivalenti nel campo del contrasto al finanziamento al terrorismo. Il volume inoltre valuta non solo gli obiettivi pianificati ma anche quelli concretamente ottenuti. Questi primi due temi danno origine al terzo. Uno degli obiettivi principali alla base del nostro progetto è la comprensione degli istituti e delle misure legislative nel contesto pratico, facendo ricorso alle riflessioni di decisori politici, professionisti nonché accademici.

Passando agli aspetti istituzionali del libro, attenzione è prestata all’appropriata strutturazione delle agenzie che operano in materia, tema che involge complesse scelte rispetto ai bisogni di specializzazione e indipendenza, il ruolo della cooperazione multi e inter agenzie e l’impiego di speciali e delicati poteri e tecniche. Un altro importante aspetto della progettazione istituzionale è la responsabilità, che è intaccata da una trasparenza limitata. Più in generale, devono essere affrontata la questione della legittimazione. Se, da una parte, la narrativa politica enfatizza la ratio positiva sottesa alla strategia del “seguire il denaro” - giustificabile dalle ampie pretese di pubblica sicurezza e protezione -, dall’altra, però, esistono inevitabili conseguenze negative per coloro che sono colpiti dalle ampie misure di intervento. I diritti individuali, infatti, possono essere gravemente compromessi, nondimeno perché attori privati possono liberamente imporre svantaggi ai singoli, senza particolari limiti imposti dal diritto pubblico in materia di diritti individuali e responsabilità.

In secondo luogo, in tema di criminalità e terrorismo transnazionale, bisogno valutare le implicazioni che derivano dalla possibilità di attraversare i confini tra gli Stati. Il nostro approccio multi-nazionale fa quindi riferimento ad esperienze di diversi paesi europei, in particolare l’Italia, nonché a giurisdizioni di common law e organizzazioni internazionali, incluse l’UE e l’ONU.

Infine, contesti in continua evoluzione richiedono nuovi studi e adattamenti pratici e legali. Gli strumenti innovativi analizzati includono modalità di scambio dei beni come hawala e le valute elettroniche o virtuali (come i Bitcoin).

 

I contenuti del volume

L’Handbook of Criminal and Terrorism Financing Law fornisce un contributo innovativo perché esamina in modo esaustivo tutti i profili di interesse che attengono ai patrimoni di origine criminale o destinati a finanziare il terrorismo. I nostri tre itinerari sono riflessi nella struttura del volume. La Parte II (Capitoli 2 a 15) copre le “misure anti-riciclaggio”. La Parte III (Capitoli da 16 a 29) si occupa del “recupero/confisca dei beni”. La Parte IV (Capitoli da 30 fino a 47) è dedicata alla “lotta al finanziamento del terrorismo”.

In secondo luogo, il volume è esauriente rispetto alle discipline di riferimento. Se tema principale è di natura legale, gli autori riflettono anche su altre discipline: politica, criminologia, economia. Inoltre, oltre agli apporti di carattere legale, sono presenti anche quelli da parte dei pratici. Poi, il raggio giurisdizionale è ampio e, infine, i capitoli si basano su materiali nuovi o notevolmente aggiornati, non semplici ristampe di pubblicazioni precedenti. In conclusione, il libro offre un’analisi originale, accademicamente aggiornata e ben referenziata, usufruibile sia da professionisti che da studiosi.