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8 novembre 2018

La Corte costituzionale rileva l’illegittimità della prescritta trasmissione in via gerarchica delle informative di reato ai vertici delle forze di polizia

Corte cost., 7 novembre 2018, Procura della Repubblica di Bari v. Presidenza del Consiglio dei ministri

Diamo notizia immediata di un rilevante provvedimento assunto dalla Corte costituzionale per definire un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari aveva promosso, nel 2017, nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri.

Il ricorso era mirato al fine di sentir dichiarare che non spettava, allo stesso Presidente del Consiglio di adottare, in violazione degli artt. 109 e 112 della Costituzione, le disposizioni dell'art. 18, comma 5, del d.lgs. 19 agosto 2016, n. 177, nella parte in cui prevedono che «al fine di rafforzare gli interventi di razionalizzazione volti  ad evitare duplicazioni e sovrapposizioni, anche mediante un efficace  e omogeneo coordinamento informativo, il capo  della  polizia-direttore generale della pubblica sicurezza e i vertici delle altre  Forze  di polizia adottano apposite istruzioni attraverso cui i responsabili di ciascun presidio di  polizia  interessato  trasmettono  alla  propria scala gerarchica le notizie relative all'inoltro delle informative di reato all'autorità  giudiziaria, indipendentemente  dagli  obblighi prescritti dalle norme del codice di procedura penale».

Con un comunicato stampa diffuso nella giornata di ieri, 7 novembre 2018, la Corte costituzionale ha informato il pubblico, in via provvisoria, che il ricorso del pubblico ministero di Bari è stato accolto.

Si legge in particolare nel comunicato: “La Corte, pur riconoscendo che le esigenze di coordinamento informativo poste a fondamento della disposizione impugnata sono meritevoli di tutela, ha ritenuto lesiva delle attribuzioni costituzionali del pubblico ministero, garantite dall’articolo 109 della Costituzione, la specifica disciplina della trasmissione per via gerarchica delle informative di reato”.

Pubblicheremo la sentenza della Corte non appena sarà stata depositata (G.L.).