ISSN 2039-1676


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19 ottobre 2018 |

La prima (ma non ultima) pronuncia d'incostituzionalità in tema di modifica dell'imputazione e messa alla prova

Nota a Corte cost., sent. 21 marzo 2018 (dep. 5 giugno 2018), n. 141, Pres. e Red. Lattanzi

Contributo pubblicato nel Fascicolo 10/2018

Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.

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Abstract. Con la prevedibile sentenza 21 marzo 2018, n. 141, di ulteriore parziale incostituzionalità dell’art. 517 c.p.p., la Corte costituzionale estende alla sospensione del procedimento con messa alla prova – a temporaneo completamento di un lungo, ma non ancora completo, catalogo di declaratorie di illegittimità costituzionale – i sui ultimi arresti, frutto di un radicale révirement intervenuto nel corso di un intenso lavorio giurisprudenziale, che ha coinvolto, fin dai primi anni di vigenza del codice di rito penale, l’articolata relazione fra le modifiche dibattimentali dell’imputazione, ai sensi degli artt. 516 e 517 c.p.p., e la facoltà dell’imputato di chiedere il ‘tardivo’ innesto di procedimenti speciali nella fase del giudizio

SOMMARIO: 1. La questione all’attenzione della Corte costituzionale. – 2. Un lungo percorso fatto di scosse e assestamenti. – 3. Una nuova puntata, ma non ancora l’ultima. – 4. Le non lontane prospettive future.