ISSN 2039-1676

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10 ottobre 2018 |

Gli abusi di mercato riformati e le persistenti criticità di una tormentata disciplina

Osservazioni a prima lettura sul decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 107

In vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestrale, il contributo, qui pubblicato in anteprima, è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.

 

Abstract. Il d.lgs. 107/2018 adegua l’ordinamento italiano alle previsioni del reg. (UE) 596/2014 in tema di market abuse. Nonostante la parallela direttiva sulle sanzioni penali per gli abusi di mercato (dir. 2014/57/UE) sia rimasta inattuata, svariate modifiche – dirette e indirette – hanno interessato la disciplina penalistica interna. La tecnica legislativa adoperata in sede di riforma appare criticabile sotto molti aspetti e finisce non soltanto per accentuare le preesistenti problematiche, ma ne crea di nuove e non meno rilevanti.

SOMMARIO: 1. L’iter di una riforma travagliata. – 2. Alcune problematiche scottanti sul versante penalistico interno post-MAD 2. – 3. Il nodo del ne bis in idem. – 4. Le modifiche delle norme definitorie nel TUF. – 4.1. Il rinnovato art. 180 e la definizione di “informazione privilegiata”. – 4.2. La sfera di applicazione della disciplina sanzionatoria. – 4.3. Le controverse “esenzioni”. – 5. Le nuove fattispecie penali di insider trading. – 6. Gli interventi sulla disciplina penalistica della manipolazione del mercato. – 7. Il comparto sanzionatorio amministrativo. – 7.1. La riformulazione degli artt. 187-bis e 187-ter TUF. – 7.2. Il nuovo art. 187-ter.1 TUF. – 7.3. Le interdizioni (art. 187-quater TUF) – 7.4. Le rinnovate sanzioni a carico degli enti (187-quinquies TUF). – 7.5. Il ridimensionamento della confisca ex art. 187-sexies TUF. – 8. Una norma-simbolo delle questioni irrisolte: il riformato art. 187-terdecies TUF.