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27 giugno 2018 |

Sentenza e atto di impugnazione (contenuto e motivi)

Il regime della aspecificità e della inammissibilità dell’atto di impugnazione in rapporto al nuovo modello di motivazione della sentenza di merito

Contributo pubblicato nel Fascicolo 6/2018

Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.

 

SOMMARIO: Sommario: 1. Considerazioni introduttive. – 2. Contenuto della sentenza di primo grado. – 2.1. Generalità dell’imputato o altre indicazioni personali che valgono a identificarlo (art. 546, comma 1, lettera b), c.p.p.). – 2.2. Generalità delle altre parti private (art. 546, comma 1, lettera b), c.p.p.). – 2.3. Imputazione (art. 546, comma 1, lettera b), c.p.p.). – 2.4. Conclusioni delle parti (art. 546, comma 1, lettera d), c.p.p.). 2.5. Motivazione (art. 546, comma 1, lettera e), c.p.p.). – 2.5.1. Esposizione dei fatti accertati dai quali dipende l'applicazione di norme processuali (art. 546, comma 1, lettera e), n. 4, c.p.p.). – 2.5.2. Esposizione dei fatti e delle circostanze accertati che si riferiscono all'imputazione e alla loro qualificazione giuridica (art. 546, comma 1, lettera e), n. 1, c.p.p.) ed esposizione dei risultati acquisiti, dei criteri di valutazione della prova adottati e delle ragioni per le quali il giudice non ritiene attendibili le prove contrarie. – 2.5.3. Punibilità, determinazione della pena, secondo le modalità stabilite dal comma 2 dell'art. 533, e della misura di sicurezza (art. 546, comma 1, lettera e), n. 2, c.p.p.). – 2.5.4. Responsabilità civile derivante dal reato (art. 546, comma 1, lettera e), n. 3, c.p.p.). – 2.6. Dispositivo con indicazione degli articoli di legge applicati (art. 546, comma 1, lettera f), c.p.p.). – 3. Contenuto della sentenza di appello. – 3.1. Indicazione dell’imputazione. – 3.2. Esposizione della decisione del primo giudice. – 3.3. Enunciazione dei motivi di appello. – 3.4. Formulazione delle specifiche risposte date ai singoli motivi. – 3.5. Eventuali interventi d’ufficio del giudice d’appello ex art. 129 o 597, comma 5, c.p.p. – 3.6. Dispositivo. – 4. I caratteri di un modello funzionale di (motivazione della) sentenza. – 4.1. Concisione. – 4.2. Comprensibilità. – 4.3. Criteri uniformi di redazione ed impostazione. – 4.4. Considerazione delle esigenze imposte dalla successiva (eventuale) fase del procedimento o grado del giudizio. – 5. Motivi dell’impugnazione. – 5.1. Enunciazione specifica dei motivi. 5.2. Il motivo generico e il ricorso per cassazione. – 5.3. Il motivo generico e l’appello: l’intervento delle Sezioni Unite della Corte di cassazione.