ISSN 2039-1676


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25 giugno 2018

Le Sezioni unite tornano sulla continuazione tra reati puniti con pene eterogenee

Cass., Sez. un., u.p. 21 giugno 2018, Pres. Carcano, Rel. Lapalorcia, ric. Giglia (informazione provvisoria)

Il servizio novità della Corte Suprema di cassazione comunica che, in esito alla udienza pubblica del 21 giugno 2018, le Sezioni unite hanno affrontato le seguenti questioni:

«Se sia ammissibile la continuazione tra reati puniti con pene eterogenee.

Se, ove ritenuta la configurabilità della continuazione tra reati puniti con pene eterogenee, nel caso in cui il reato più grave sia punito con la pena detentiva e quello satellite esclusivamente con la pena pecuniaria, l’aumento di pena per quest’ultimo debba conservare il genere di pena pecuniaria, in ossequio al favor rei».

Secondo l'informazione provvisoria diffusa dalla Suprema Corte, ai quesiti si è data risposta nei termini seguenti:

«Sul primo quesito risposta affermativa.

Sul secondo quesito risposta affermativa, con la precisazione che l’aumento di pena per il reato satellite va comunque effettuato secondo il criterio della pena unitaria progressiva per moltiplicazione, rispettando tuttavia, per il principio di legalità della pena e del favor rei, il genere della pena previsto per il reato satellite, nel senso che l’aumento della pena detentiva del reato più grave andrà ragguagliato ai sensi dell’art. 135 cod. pen.»

La deliberazione è stata assunta sulle conclusioni conformi del Procuratore generale presso la Corte di cassazione.

La nostra Rivista ha già pubblicato l’ordinanza che aveva rimesso la questione alle Sezioni unite (sez. IV, 20 marzo 2018 – 11 aprile 2018, n. 16104), con una nota di R. Bertolesi, Alle Sezioni Unite la questione dell'ammissibilità della continuazione tra reati puniti con pene eterogenee, cui può direttamente accedersi cliccando qui.

Pubblicheremo la motivazione della sentenza delle Sezioni unite immediatamente dopo il relativo deposito. (G.L.)