ISSN 2039-1676

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22 giugno 2018 |

I presupposti della responsabilità penale tra diritto e scienze

Il contributo rielabora e sviluppa il testo di due relazioni tenute dall'Autrice rispettivamente il 25 maggio 2017 presso l'Università di Padova e a Caltanissetta (Scuola Superiore della Magistratura, formazione territoriale) il 20 ottobre 2017.

 

Abstract. L’autrice muove dalle difficoltà che la normazione penale incontra nel regolare i rapporti tra scienza e società. Si sofferma sui problemi che – in una prospettiva di indagine inversa e più tradizionale – possono derivare dai pur importanti contributi offerti dalla scienza e dalla epistemologia al diritto penale. Ipotizza, in conclusione, che tra diritto e scienza si configuri un rapporto di co-produzione (ma) inconsapevole e (ciò nondimeno) proficuo.

SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. Perché è difficile che il diritto penale possa attivamente regolare il rapporto tra scienza e società. – 3. La contrapposizione tra scienza e diritto: i termini del problema. – 4. Scienze molli e scienze dure. – 4.1. Scienze molli e diritto penale. – 4.2. Scienze dure e diritto penale. – 5. Gli ostacoli noti alla ripetizione del dato scientifico nel diritto penale. Quale fiducia, a monte, verso la scienza? – 5.1 (Segue) Il carattere pre-paradigmatico di alcune conoscenze che entrano nel processo: un falso problema (pratico)? – 5.2 (Segue) Quale fiducia, a valle, nella lettura dei dati scientifici? Ovvero: il (vero) problema (teorico) dell'interpretazione del dato scientifico. – 5.3. (Segue) Riflessioni sulla sostenibilità “emotiva” del diritto: tra incesto, centrali nucleari e dolo eventuale. – 6. Conclusioni. Verso una coproduzione inconsapevole di diritto e scienza e sulle (auspicate) capacità adattive del sistema.