ISSN 2039-1676

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25 maggio 2018 |

Ecoreati e responsabilità degli enti

Criticità e prospettive

Contributo pubblicato nella Rivista Trimestrale 1/2018

Abstract. Il presente contributo è dedicato alle profonde innovazioni apportate con la L. n. 68/2015 sui c.d. “ecoreati” alla disciplina della responsabilità degli enti. Quest’ultima, introdotta dal d.lgs. n. 121/2011 che ha inserito nel d.lgs. n. 231/2001, l’art. 25 undecies, vede oggi esteso il catalogo dei reati presupposto a numerose fattispecie a tutela dell’ambiente. L’analisi si soffermerà da un lato, sulle criticità che si riscontrano nella materia, con particolare riguardo al raccordo con la nuova disciplina di estinzione delle contravvenzioni, nonché al mancato richiamo ai Sistemi di Gestione Ambientale. Dall’altro, sui possibili orizzonti della disciplina, ancora bisognosa di interventi legislativi per essere pienamente conforme ai principi di tassatività e determinatezza.

 

SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. L’art 25undecies d.lgs. n. 231/2001 così come modificato dalla L. n. 68/2015. – 3. Criticità. Il mancato raccordo con la nuova disciplina di estinzione delle contravvenzioni. – 3.1. Nessun richiamo al Sistema di Gestione Ambientale e alle certificazioni ambientali. Il modello organizzativo ambientale. – 3.2. Gli autori del delitto presupposto in materia ambientale e il ruolo della delega di funzioni. – 4. Prospettive.