ISSN 2039-1676


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25 maggio 2018 |

Mutamenti nella politica criminale dell’Unione

Dall’interpretazione strumentale del reato associativo relativo al contrabbando di tabacchi all’approvazione della Direttiva PIF

Contributo pubblicato nella Rivista Trimestrale 1/2018

Abstract. Muovendo dalla premessa che, alla base dell’applicazione fornita dalla sentenza Taricco al principio di assimilazione, vi dovrebbe essere stato un giudizio di comparabilità tra i reati connessi alle gravi frodi IVA e quello di cui all’art. 291-quater TULD, obiettivo del presente contributo sarà quello di verificare, attraverso una puntuale analisi del delitto doganale, il predetto assunto espresso dalla Corte del Lussemburgo. Da tale disamina si potrà cogliere la valenza più che altro politica della pronuncia Taricco e, dunque, in quest’ottica, si svolgeranno alcune brevi riflessioni in ordine alle conseguenze politico-criminali derivanti dalla stessa sentenza della CGUE, con particolare attenzione alla recente Direttiva PIF. 

 

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Il presupposto di matrice giurisprudenziale all’applicabilità del principio di assimilazione - 3. Il quid pluris della fattispecie di cui all’art. 291-quater TULD: la finalità di contrasto alle attività della criminalità organizzata di stampo mafioso - 4. La risposta della Direttiva PIF ad una “grave” lacuna della sentenza Taricco - 5. Conclusioni.