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18 maggio 2018 |

Particolare tenuità del fatto: la Corte costituzionale salva l'indice-requisito della non abitualità

Nota a Corte cost., ord. 10 ottobre 2017 (dep. 21 dicembre 2017) n. 279, Pres. Grossi, Red. Lattanzi

Contributo pubblicato nel Fascicolo 5/2018

Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto. 

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Abstract. L’esclusione della punibilità per la particolare tenuità del fatto, ai sensi dell’art. 131 bis c.p., è prevista per i soli comportamenti che non risultino abituali. Da ciò deriva l’inapplicabilità dell’esimente a condotte che, pur cagionando un danno patrimoniale di particolare tenuità (tale da legittimare il riconoscimento dell’attenuante di cui all’art. 62, n. 4 c.p.), vengono poste in essere da soggetti gravati da precedenti penali. La Corte costituzionale, con l’ordinanza in epigrafe, ha escluso che tale limitazione sia irragionevole, sostenendone la compatibilità con i principi costituzionali asseritamente violati e chiarendone la ratio ispiratrice. Il presente contributo intende mostrare come i dubbi sulla costituzionalità dei parametri utilizzati dall’art. 131 bis c.p. siano spesso più paventati che reali, pur residuando profili la cui ambiguità non può essere sottaciuta.

SOMMARIO: 1. La questione. – 2. La non abitualità quale presupposto applicativo dell’esimente. – 2.1. Surrettizia apertura ad un diritto penale dell’autore? – 2.2. Compatibilità con il dettato costituzionale. – 3. Fondamento della non punibilità per particolare tenuità del fatto. – 4. Questioni di legittimità connesse. – 4.1. Esclusione del giudizio di bilanciamento delle circostanze. – 4.2. Irrilevanza delle circostanze attenuanti comuni; rapporto tra tenuità ‘attenuante’ e tenuità esimente. – 5. Profili problematici. Conclusioni.