ISSN 2039-1676


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27 marzo 2018

Sulla disciplina delle circostanze attenuanti in diritto internazionale penale alla luce delle sentenze nei confronti di Karadzic e Mladic

In vista della pubblicazione sulla nostra Rivista Trimestrale, il presente contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.

 

Abstract. Le recenti sentenze di condanna pronunciate dal Tribunale penale internazionale per i crimini commessi in ex Jugoslavia (TPIJ) nei confronti di Karadžić e Mladić ripropongono il tema delle circostanze attenuanti in diritto internazionale penale. Il presente contributo si discosta dalla dottrina maggioritaria che, a fronte di uno studio quantitativo sulle attenuanti, ha giudicato incoerente la prassi del TPIJ, e propone un modello interpretativo fondato sul presupposto che esiste una correlazione fra le finalità della pena perseguite nel caso concreto e le attenuanti. La ricerca empirica condotta evidenzia una chiara tendenza, nel cui solco si pongono le sentenze in commento, verso finalità di espressive della pena e, in armonia con queste, la prevalenza di attenuanti che dimostrino l’internalizzazione da parte del reo delle norme del diritto internazionale.

 

SOMMARIO: 1. Introduzione. – 2. Il sistema sanzionatorio del TPIJ e la disciplina delle circostanze attenuanti: brevi cenni. – 3. Segue: sull’evoluzione della giurisprudenza del TPIJ sulle circostanze attenuanti. – 3.1. Oggetto e metodo dell’indagine. – 3.2. Circostanze ‘di clemenza’. – 3.3. Circostanze ‘riabilitative’. – 3.4. Circostanze ‘ristorative’ concomitanti con la commissione dei crimini. – 3.5. Circostanze ‘ristorative’ post-belliche. – 3.6. Conclusioni provvisorie. – 4. Le sentenze di condanna a carico di Karadžić e Mladić, con particolare riguardo alle circostanze attenuanti. – 4.1. La sentenza di condanna nel caso contro Karadžić. – 4.2. La sentenza di condanna nel caso contro Mladić. – 5. Conclusioni. – 6. Appendice delle figure.