ISSN 2039-1676

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19 marzo 2018 |

Una resistenza ermeneutica non scontata a vantaggio di una prassi decisamente consolidata

Un ritorno...forse prevedibile. Nota a Cass., Sez. V, sent. 23 novembre 2016 (dep. 16 gennaio 2017), n. 1840, Pres. Fumo, Est. Scarlini, Ric. Aiello

Contributo pubblicato nel Fascicolo 3/2018

Il presente contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto. 

 

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Abstract. La quaestio concernente la possibilità, per il pubblico ministero, di “impedire” la scarcerazione, effettiva, del soggetto in favore del quale si sia omesso l’interrogatorio ex art. 294 c.p.p. sembrava ormai superata nel senso di ritenere precluso qualsiasi intervento — non giurisdizionale — tale da frapporsi all’acquisto della libertà dello stesso. Con la decisione in oggetto, tuttavia, si ritorna sul tema, fornendosi un’interpretazione del disposto di cui al comma 1 dell’art. 302 c.p.p. certamente distonica rispetto alla lettera ed alla ratio della previsione oltre che contrastante con la sistematica codicistica in tema di “reiterabilità” dei provvedimenti coercitivi.

 

SOMMARIO: 1. Un ritorno inatteso figlio di un dibattito sempre aperto. – 2. Le tormentate evoluzioni di un istituto apparentemente perspicuo. – 3. Segue. Uno sguardo al passato. – 4. Procedimento cautelare e pubblico ministero: antologia di un ruolo imprescindibile. – 5. Una soluzione “alla lettera”.