ISSN 2039-1676

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12 marzo 2018 |

L'avventura continua

Editoriale

Ci sono momenti, nella vita delle persone, così come nel percorso delle iniziative editoriali e scientifiche, che ben possono dirsi epocali: sono momenti di svolta, che segnano la fine di un’esperienza e sono fortunati quando riescono a dare l’abbrivio a un nuovo inizio, nel segno di una felice continuità. La nomina del nostro primo Direttore a giudice della Corte Costituzionale, da parte del Presidente della Repubblica, ha rappresentato per Francesco Viganò – amico fraterno – e per noi tutti di Diritto Penale Contemporaneo un momento epocale: di gioia, immensa, per la condivisione di un altissimo riconoscimento pubblico nei confronti di un giurista e di una persona dalle doti straordinarie, messe oggi al servizio del Paese, a garanzia della Costituzione: dei principi e dei diritti, vivi, che la animano.

Alla nomina, come i nostri lettori sanno, ha fatto seguito sulle pagine di questa Rivista, nei giorni scorsi, il ‘piccolo commiato’ del nostro primo Direttore responsabile, resosi opportuno per il rispetto verso l’incarico ricevuto e necessario per preservare alla nostra rivista la sua indipendenza e libertà di critica. Per alcuni giorni le nostre pubblicazioni si sono quindi fermate, in attesa di metabolizzare il momento epocale, di riorganizzarci e di ripartire. Sì, perché Francesco Viganò è sceso dalla cabina di pilotaggio di Diritto Penale Contemporaneo senza tenersi le chiavi in tasca, riponendole in un cassetto, ma consegnandole a chi vi scrive, d’accordo con Luca Santa Maria, co-fondatore della Rivista, con i vice-direttori, Guglielmo Leo e Luca Luparia, e con tutti i componenti del Comitato di direzione.

Da oggi assumo dunque l’incarico – gli onori e gli oneri, come si suole dire – di direttore di Diritto Penale Contemporaneo, ringraziando per la fiducia in me riposta. Il senso di responsabilità che avverto è enorme, per diverse comprensibili ragioni. L’obiettivo che mi pongo, assieme a tutti gli amici che da otto anni animano ogni giorno Diritto Penale Contemporaneo, è di far sì che il momento epocale vissuto con le dimissioni di Francesco Viganò possa dare l’abbrivio, appunto, a un nuovo capitolo della Rivista, nel segno della continuità con il passato e – possiamo già dirlo, dopo otto anni (lunghissimi, nell’era di internet) – con la sua storia.

Quando una squadra perde il suo capitano e fuoriclasse, ripartire mantenendo alta l’asticella dei risultati non è facile. E’ possibile solo attraverso il gioco di squadra. Questa massima di saggezza – che traggo dalla mia passione per il calcio – mi rasserena. Chi come me ha seguito Diritto Penale Contemporaneo fin dai suoi primi passi sa, infatti, che il segreto del successo dell’iniziativa sta anche e forse soprattutto nel gioco di squadra: nella capacità di amalgamare apporti, sensibilità, saperi, intelligenze e punti di vista diversi. Questo è quello che mi riprometto di fare, potendomi giovare di una grande squadra e dell’esempio di un grandissimo Maestro, Francesco Viganò, con il quale ho avuto la fortuna di condividere quotidianamente – spesso anche in ore notturne – questa magnifica avventura e missione, che ora riprende con rinnovato slancio.

Grazie Francesco, per quanto hai fatto per Diritto Penale Contemporaneo, per noi, e per i lettori tutti, finendo per esercitare, attraverso la Rivista, un vero e proprio servizio pubblico a beneficio della grande comunità di quanti a vario titolo operano nel settore della giustizia penale, o comunque vi si confrontano.

Ti aspetta ora un diverso e più alto servizio pubblico, per il quale noi tutti, compresi i nostri – i tuoi – tanti lettori, ti formuliamo i più sinceri e affettuosi auguri. Il video del tuo giuramento davanti al Presidente della Repubblica – che mi piace qui segnalare (clicca qui per accedervi) – rappresenta penso il modo migliore per chiudere questo mio piccolo ‘editoriale’, condividere il momento epocale con i nostri lettori e rimettere in moto il treno di Diritto Penale Contemporaneo, con le chiavi che ho avuto l’onore di ricevere da te.

Un abbraccio e buon lavoro, Giudice!

Postilla: dopo avere chiuso questo breve editoriale ho scovato nel motore di ricerca di DPC un vecchio editoriale, a cura del Comitato scientifico, pubblicato nel novembre del 2010, a sole tre settimane dell'avvio delle pubblicazioni della Rivista. Rileggerlo oggi fa un certo effetto. Soprattutto mi ha colpito l'assonanza del titolo - "L'avventura è iniziata" - con quello da me ora scelto. L'avventura continua, davvero, perchè merita di continuare.