ISSN 2039-1676


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14 febbraio 2018 |

Il lato oscuro della rappresentazione: riflessioni sulla colpa con previsione alla luce della sentenza Schettino

In vista della pubblicazione sulla nostra Rivista Trimestrale, il presente contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.

 

La sentenza Cass., Sez. IV, 12 maggio 2017 (dep. 19 luglio 2017), n. 35585, Pres. Romis, Est. Pavich, Ric. Schettino è pubblicata in questa Rivista, 20 luglio 2017.

 

Abstract. Il caso concernente il disastro della nave turistica Costa Concordia riveste particolare interesse penalistico nell’ottica dei confini concettuali della colpa con previsione dell’evento ex art. 61, n. 3, c.p., che la sentenza definitiva della Cassazione ha affrontato dal punto di vista del discrimine con la forma immediatamente “inferiore” di colpa, quella semplice o comune, anziché con l’ipotesi di elemento psicologico “superiore”, il dolo eventuale.

L’analisi dell’arresto in discorso rappresenta, così, un’occasione propizia per recuperare una nozione più comprensiva della forma aggravata di colpa, non appiattita sui profili discretivi con il dolus eventualis, ed altresì per saggiare l’impatto del dictum delle Sezioni Unite in ThyssenKrupp sulla successiva elaborazione giurisprudenziale.

 

SOMMARIO: 1. Prologo. – 2. La sentenza Schettino: la vicenda fattuale e processuale. – 3. Il decisum della Cassazione in ordine all’applicabilità dell’aggravante della colpa con previsione. – 4. Perimetrazione concettuale della colpa con previsione e incertezze dell’attuale quadro giurisprudenziale. La controversa linea di pensiero delle Sezioni Unite in ThyssenKrupp. – 5. Le frizioni tra le sentenze ThyssenKrupp e Schettino. L’esigenza di una composizione ragionevole. – 6. Dalla previsione astratta alla rappresentazione concreta dell’evento nel percorso decisorio della sentenza Schettino. – 7. Nodi residui. L’insufficiente approfondimento dommatico della colpa con previsione. – 8. Prospettive.