ISSN 2240-7618

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19 dicembre 2017 |

Diritto penale sospeso tra neuroscienze ancor giovani e una metafisica troppo antica

1. Mi permetto qualche breve riflessione intorno ai problemi sollevati da Basile nell’articolo scritto a quattro mani con un neuroscienziato, il prof. Vallar, e pubblicato in DPC. In verità dirò qualcosa solo sul problema iniziale del paper, perché è il più grande e difficile possibile tra i problemi, tant’è che gli Autori lo chiamano il problema della “rifondazione” del diritto penale. La tesi che intendo brevemente argomentare suonerà forse paradossale. Con Vallar, Basile si chiede se le neuroscienze impongano già ora una “rifondazione” del diritto penale e si dà una risposta negativa. Io vorrei affrontare il problema, lo stesso problema, in un modo diverso, e la diversità sta in un semplice cambio di prospettiva. Io mi chiedo se non sia vero, invece, che, indipendentemente dalla crescita, comunque inevitabile e presto alluvionale, delle neuroscienze, il diritto penale debba riflettere se esso sia mai stato fondato su basi realmente solide. Mi chiedo, cioè, se il problema sia quello di un diritto penale da fondare, piuttosto che da rifondare.

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