ISSN 2039-1676

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12 dicembre 2017 |

Brevi note sulla nuova Direttiva PIF

Luci e ombre del processo di integrazione UE in materia penale

Contributo pubblicato nel Fascicolo 12/2017

Il presente contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.

 

Abstract. A più di vent’anni dal varo della c.d. Convenzione PIF, un nuovo strumento normativo (sotto forma di Direttiva) ridisegna la tutela penalistica degli interessi finanziari dell’Unione europea. Le novità più rilevanti non attengono invero alle figure di reato, bensì alle prese di posizione del legislatore eurounitario su numerosi istituti destinati a incidere sull’applicazione del jus terribile. I vizi genetici della disciplina sovranazionale e talune criticabili prassi domestiche in tema di attuazione del diritto UE fanno addensare non poche nubi all’orizzonte.

 

SOMMARIO: 1. Una riforma necessaria e lungamente attesa. – 1.1. Il problema della base giuridica del provvedimento. – 2. Gli obblighi di criminalizzazione a tutela degli interessi finanziari UE. – 3. La disciplina penalistica ‘di complemento’. – 4. Le rimanenti previsioni della Direttiva PIF. – 5. Qualche osservazione conclusiva: i (consueti) limiti della legislazione penale eurounitaria e le (incerte) prospettive di recepimento in Italia.