ISSN 2039-1676


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23 novembre 2017 |

Su una pronuncia della Corte Costituzionale in materia di diritto penale militare

Nota a C. Cost., sent. 27 settembre 2017 (dep. 12 ottobre 2017), n. 215, Pres. Grossi, Rel. Zanon

Contributo pubblicato nel Fascicolo 11/2017

Il presente contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.

 

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Abstract. Nel contributo viene analizzata criticamente la pronuncia 215/2017 della Corte costituzionale, volta a ritenere legittima la perdurante assoggettabilità a sanzione penale delle condotte ingiuriose di cui all’art. 226 c.p.m.p., sebbene il corrispondente reato previsto dall’art. 594 c.p. sia stato trasformato dal legislatore, con il d.lgs. n. 7 del 2016, in un illecito civile. L’Autore si sofferma sul principio di “specialità” della legge penale militare, rilevando come tale connotazione non debba essere esasperata, ma vada invece ricondotta entro i suoi corretti parametri, permettendo in tal modo di tener conto delle indubbie specificità del contesto castrense, ma evitando di ricavare da tale assetto un comodo alibi per giustificare differenziazioni non ricollegabili alla necessità di tutelare le esigenze del servizio e della disciplina militare.

 

SOMMARIO: 1. Considerazioni generali. – 2. Analisi del disposto normativo fatto oggetto dell’eccezione di legittimità costituzionale. – 3. I necessari richiami ad alcune connotazioni dei codici penali militari. – 4. I rilievi sviluppati dai giudici rimettenti. – 5. Alcuni approfondimenti concernenti la decisione in esame. – 6. Osservazioni finali.