ISSN 2039-1676

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9 novembre 2017 |

Il ritorno del concordato sui motivi di appello, tra esigenze processuali e timori di malfunzionamento

Contributo pubblicato nel Fascicolo 11/2017

Il presente contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.

 

Abstract. Tra i vari interventi effettuati dalla recente legge n. 103/2017, vi è anche la reintroduzione del concordato sui motivi di appello, abrogato nel 2008. L’Autore esprime in merito una valutazione complessivamente positiva, trattandosi di uno strumento dalle marcate potenzialità deflazionistiche ed in grado di responsabilizzare le parti attraverso la rinuncia a motivi pretestuosi, nonostante le critiche ad esso rivolte in passato a causa di prassi giudiziarie eccessivamente lassiste. Nell’esame dell’istituto si analizzano le analogie e le differenze rispetto alla previgente formulazione, evidenziando alcune criticità.

 

SOMMARIO: 1. Le alterne vicende del concordato sui motivi di appello e la sua reintroduzione. – 2. I limiti all’operatività del “nuovo” concordato. – 3. Linee-guida del Procuratore generale presso la Corte d’Appello: problemi di omogeneità e di effettività. – 4. Altre disposizioni. – 5. La mancanza di una disciplina transitoria. – 6. Un bilancio.