ISSN 2039-1676

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31 ottobre 2017 |

Punire la tortura in Italia. Spunti ricostruttivi a cavallo tra diritti umani e diritto penale internazionale

Contributo pubblicato nel Fascicolo 10/2017

Il presente contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.

 

Abstract. Nonostante i recenti tentativi di legittimarne un uso “eccezionale”, la tortura rimane oggetto di uno dei rari divieti aventi carattere assoluto. Tale messa al bando risulta da una sinergia normativa che intreccia il settore dei diritti fondamentali con il diritto umanitario ed il diritto penale internazionale. La proibizione della tortura costituisce, dunque, un punto di osservazione privilegiato per valutare la circolazione inter-sistemica di modelli giuridici; in particolare, si metterà alla prova la resilienza del principio penalistico di legalità, una volta entrato in contatto con nozioni e standard elaborati mediante l’impiego di metodi esegetici espansivi, propri di altre discipline. La prima parte del presente saggio si propone di enucleare i principi e le indicazioni applicative che scaturiscono dall’interazione tra la giurisprudenza degli organi dei diritti umani e quella dei tribunali penali internazionali. Nella seconda parte, lo scritto, precisati gli obblighi di tutela penale gravanti sul nostro ordinamento, mette a frutto gli spunti ricavati dall’analisi dei citati livelli normativi sopranazionali offrendo soluzione ad alcuni snodi problematici sollevati dall’interpretazione del nuovo delitto di tortura inserito all’art. 613-bis c.p. dalla legge 14 luglio 2017, n. 110. In conclusione, l’indagine rivela come la novella produca effetti paradossali. Da una parte, a dispetto delle dichiarate intenzioni legislative, essa schiude inopportune prospettive di eccessiva criminalizzazione dell’operato delle forze di polizia. Dall’altro, non chiude con sufficiente chiarezza spiragli di impunità rispetto a condotte comunemente qualificate come tortura a livello internazionale.

 

SOMMARIO: 1. Introduzione e scopo dell’indagine. – 2. Il divieto di tortura al crocevia. – 3. La tortura nel diritto internazionale. – 3.1. La definizione accolta dalla CAT alla luce dei lavori del Comitato contro la tortura e dello Special Rapporteur. – 3.2. Il punctum dolens: la forte sofferenza fisica o psichica. – 3.3. Qualifica soggettiva dell’autore e imputazione dell’illecito. – 3.4. L’elemento soggettivo: dolo intenzionale e/o dolo specifico? – 3.5. La controversa (e forse inutile) lawful sanctions clause. – 3.6. Gli obblighi di tutela penale imposti dalla CAT. – 4. La tortura nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo. – 4.1. Un divieto che riguarda chiunque. – 4.2. La linea di demarcazione tra tortura e trattamenti inumani o degradanti: a) la gravità delle sofferenze inflitte. – 4.3. (continua) b) la finalità perseguita dal soggetto agente. – 4.4. Qualche precisazione circa gli obblighi discendenti dall’art. 3 della CEDU. Cestaro v. Italy e i suoi antenati. – 5. La tortura nel diritto penale internazionale. – 5.1. L’evoluzione da reato proprio a reato comune. – 5.2. La dubbia capacità selettiva dell’elemento soggettivo del reato. – 5.3. L’evento di danno e la sua funzione selettiva, tra esigenze di tassatività e spinte all’apertura. – 5.4. La tortura nello Statuto della CPI: il parziale abbandono del dolo specifico a favore del requisito della custodia o controllo della vittima. – 5.5. “Recenti” pratiche statunitensi (i c.d. Torture Memos) ed il loro impatto sullo sviluppo del diritto internazionale. – 6. Precisazioni circa gli obblighi di tutela penale. – 7. Contributo al dibattito sull’adeguatezza del sistema penale italiano. – 8. Spunti di interpretazione della nuova fattispecie di tortura prevista dall’art. 613-bis c.p. – 9. Modalità della condotta: “con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà”. – 9.1. Unicità o pluralità dell’azione: il problema dell’“atto singolo”. – 9.2. Realizzazione tramite condotta omissiva: un dilemma irrisolto. – 10. Natura del reato: comune e proprio. Circostanza aggravante o figura autonoma. – 11. Evento: “acute sofferenze fisiche” o un “verificabile trauma psichico”. – 12. Requisiti inerenti il soggetto passivo. – 13. Soglia di punibilità: la discutibile fusione tra tortura e trattamento inumano e degradante. – 14. Elemento soggettivo: un’occasione persa? – 14.1 Dolo intenzionale. – 14.2. Dolo specifico. – 15. Considerazioni conclusive.