ISSN 2039-1676

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10 ottobre 2017 |

La Consulta torna sul rapporto tra modifica dell’imputazione e facoltà di accesso ai riti alternativi

Nota a Corte cost., sent. 5 luglio 2017 (dep. 17 luglio 2017), n. 206, Pres. Grossi, Red. Lattanzi

Contributo pubblicato nel Fascicolo 10/2017

Il presente contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.

 

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Abstract. La pronuncia della Consulta rappresenta l’ultimo tassello di un articolato mosaico che ha completamente innovato le prerogative difensive in merito alla facoltà di accesso ai riti alternativi a seguito di modifiche dell’imputazione nel corso del giudizio dibattimentale.

Trattasi di un’ulteriore conferma di quell’impostazione altamente garantista, lentamente germogliata e fiorita, che ha condotto al riconoscimento – ormai pressoché incondizionato – della possibilità per l’imputato di tornare sui suoi passi e optare per una diversa modalità di celebrazione del rito – a discapito del criterio di corrispondenza tra premialità e deflazione – quando si assista, per qualsivoglia ragione, ad un mutamento dell’imputazione contestata.

 

SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. L’evoluzione della giurisprudenza costituzionale. – 3. Tutele eccessive? – 4. Nuovi istituti e nuove prospettive di incostituzionalità.