ISSN 2039-1676


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22 maggio 2017

Nuovo arresto delle Sezioni unite sui criteri per il cumulo giuridico di pene in fase esecutiva

Cass., Sez. Un., c.c. 18 maggio 2017, Pres. Canzio, Rel. Lapalorcia, ric. Gargiulo (informazione provvisoria)

Il servizio novità della Corte Suprema di cassazione comunica che, in esito alla camera di consiglio del 18 maggio 2017, le Sezioni unite penali hanno affrontato la seguente questione:

« Se il giudice dell’esecuzione, in caso di riconoscimento della continuazione tra più reati oggetto di distinte sentenze irrevocabili, nel determinare la pena sia tenuto anche al rispetto del limite del triplo della pena inflitta per la violazione più grave, ai sensi dell’art. 81, primo e secondo comma, cod. pen., oppure debba applicare solo il diverso criterio indicato dall’art. 671, comma 2, cod. proc. pen., rappresentato dalla somma delle pene inflitte con ciascuna decisione irrevocabile ».

Secondo l'informazione provvisoria diffusa dalla Suprema Corte, al quesito si è data la seguente risposta:

« Il giudice della esecuzione è tenuto anche al rispetto del limite del triplo della pena inflitta per la violazione più grave ».

La deliberazione è stata assunta sulle conclusioni difformi del Procuratore generale presso la Corte di cassazione.

L’ordinanza della Prima sezione penale che aveva rimesso la questione alle Sezioni unite (c.c. 17 gennaio 2017, dep. 15 febbraio 2017, n. 7367, Pres. Di Tomassi, est. Magi) può essere consultata, in formato PDF, cliccando sulla icona sovrastante.

Pubblicheremo la motivazione della sentenza delle Sezioni unite immediatamente dopo il relativo deposito. (G.L.)