ISSN 2039-1676


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2 maggio 2017

Sezioni unite: non v’è destrezza nel furto quando l’agente approfitta della distrazione della persona offesa

Cass., Sez. Un., u.p. 27 aprile 2017, Pres. Canzio, Rel. Boni, ric. Quarticelli (informazione provvisoria)

Il servizio novità della Corte Suprema di cassazione comunica che, in esito all’udienza pubblica del 27 aprile 2017, le Sezioni unite penali hanno affrontato la seguente questione:

« Se, in tema di furto, la circostanza aggravante della destrezza sia configurabile quando l’agente di limiti ad “approfittare” di una situazione oggettiva di temporanea distrazione della persona offesa ».

Secondo l'informazione provvisoria diffusa dalla Suprema Corte, al quesito si è data risposta negativa.

La deliberazione è stata assunta sulle conclusioni conformi del Procuratore generale presso la Corte di cassazione.

L’ordinanza della Quarta sezione penale che aveva rimesso la questione alle Sezioni unite (u.p. 21 dicembre 2016, dep. 17 febbraio 2017, n. 7696, Pres. Bianchi, est. Ciampi) è stata pubblicata in questa Rivista, con una nota di commento di A. Giudici, Furto commesso con destrezza, tra abilità speciale dell’agente e mera distrazione del derubato: la questione rimessa alle Sezioni Unite.

Pubblicheremo la motivazione della sentenza delle Sezioni unite immediatamente dopo il relativo deposito. (G.L.)