ISSN 2039-1676

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3 aprile 2017 |

"Tra Antigone e Creonte io sto con Porzia"

Riflessioni su Corte costituzionale 24 del 2017 (caso Taricco)

Il presente contributo è in corso di pubblicazione in A. Bernardi - C. Cupelli (a cura di), Il caso Taricco e il dialogo fra le Corti. L’ordinanza 24/2017 della Corte Costituzionale. Atti del convegno tenutosi all'Università degli Studi di Ferrara il 24 febbraio 2017, Jovene, Napoli, 2017. Si ringraziano i curatori per avere concesso la pubblicazione in questa Rivista. Trattandosi di contributo già accettato per la pubblicazione in un volume collettaneo, il lavoro non è stato sottoposto alla procedura di peer review prevista dalla nostra Rivista.

 

Abstract. Vengono qui analizzati tre specifici profili dell’ordinanza 24 del 2017 della Corte costituzionale: (1) il pluralismo come fattore costruttivo e distintivo dell’integrazione europea; (2) la “rottura delle molecole” tra prevalenza, effetto diretto e immediata applicabilità delle norme dell’Unione europea (e la connessa questione della ragionevole prevedibilità della disciplina della prescrizione); (3) il “ripudio” del giudice penale come giudice di scopo, premessa della riflessione che la Corte costituzionale fa sul canone della determinatezza.

 

SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. I margini costituzionali sui diritti fondamentali come motore dell’unificazione europea e la portata generale della sentenza Omega della Corte di giustizia. – 3. La “rottura delle molecole” tra prevalenza, effetto diretto e immediata applicabilità. – 3.1. Quale è la ragionevole prevedibilità della prescrizione? – 4. Il «ripudio» del giudice penale di scopo.