ISSN 2039-1676

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27 febbraio 2017 |

La non proporzionalità del trattamento sanzionatorio come limite all’operatività del principio convenzionale della retroattività in mitius

Nota a Corte E.D.U., Sezione Quinta, sent. 12 luglio 2016 (definitiva il 28 novembre 2016), Ruban c. Ucraina

Contributo pubblicato nel Fascicolo 2/2017

Il presente contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di un revisore esperto.

 

Per leggere il testo (in lingua inglese) della sentenza in commento, clicca qui.

 

Abstract. A distanza di quasi otto anni dal leading case Scoppola c. Italia (n. 2), che sembrava aver sancito l’operatività in termini assoluti del principio di retroattività della legge penale favorevole, la Corte di Strasburgo sembra aprire la strada a possibili bilanciamenti di quest’ultimo principio. Nel caso di specie, relativo alla successione di più leggi penali modificative del trattamento sanzionatorio previsto per il reato di omicidio doloso aggravato, la Corte ritiene la non proporzionalità del trattamento sanzionatorio risultante dall’applicazione del principio della lex mitior un valido limite all’operatività del principio stesso. Con riferimento all’ordinamento italiano, la pronuncia qui annotata sembra confermare, a posteriori, la correttezza dell’interpretazione nel senso della relatività del principio di retroattività della legge penale favorevole sostenuta dalla Corte Cost. nella sentenza n. 236 del 2011.

 

SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. La successione di leggi penali nel tempo nel caso di specie. – 3. L’evoluzione della giurisprudenza convenzionale in tema di retroattività della legge penale favorevole. – 4. La motivazione della sentenza. – 5. Una (prima) esplicita apertura alla relatività del principio? – 6. Conseguenze per l’ordinamento italiano e considerazioni conclusive.