ISSN 2039-1676


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8 aprile 2011 |

Corte cost., 7 aprile 2011, n. 113, Pres. De Siervo, Rel. Frigo (un nuovo caso di revisione per la conformazione alle sentenze della C.e.d.u.)

La Corte costituzionale "risolve" con una sentenza additiva il problema degli strumenti per conformarsi alle decisioni della Corte di Strasburgo: introdotto un nuovo e "diverso" caso di revisione

Con la sentenza n. 113 del 2011 la Corte costituzionale ha dichiarato la «illegittimità costituzionale dell’art. 630 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede un diverso caso di revisione della sentenza o del decreto penale di condanna al fine di conseguire la riapertura del processo, quando ciò sia necessario, ai sensi dell’art. 46, paragrafo 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, per conformarsi ad una sentenza definitiva della Corte europea dei diritti dell’uomo».
 
La sentenza interviene nella notissima vicenda «Dorigo», ed a circa tre anni dal precedente monito rivolto al legislatore, affinché introducesse gli strumenti normativi indispensabili per l’intervento su decisioni sottoposte alla Corte di Strasburgo e giudicate contrastanti con le norme della Convenzione. Nella perdurante carenza dell’intervento richiesto, la Corte ha dato luogo ad una sentenza additiva, che in sostanza aggiunge un diverso caso di revisione  a quelli già previsti dall’art. 630 c.p.p.
 
In allegato la sentenza appena pubblicata.