ISSN 2039-1676

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7 novembre 2016 |

Supremazia del diritto dell’Unione e “controlimiti” costituzionali: alcune riflessioni a margine del caso Taricco

Il contributo riproduce il testo, corredato da note, dell’intervento svolto dell'Autore in occasione del seminario organizzato presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma il 22 settembre 2016, dedicato a “Il caso Taricco, da Lussemburgo a Roma. Verso la pronuncia della Corte costituzionale”; si ringraziano gli organizzatori per aver acconsentito alla pubblicazione nella nostra Rivista.

 

Abstract. La sentenza Taricco ha sollevato un acceso dibattito, finalizzato tuttavia non già a risolvere le criticità evidenziate dalla Corte di giustizia in merito all’inefficacia della risposta sanzionatoria a fenomeni diffusi di frode fiscale, ma ad evitare che la pronuncia produca effetti nell’ordinamento italiano in ragione dell’incidenza su principi fondanti l’ordine costituzionale interno. Valutata la sentenza ed i suoi effetti alla luce dei precedenti e dell’ampia portata dell’art. 11 Cost., in questo contributo si intende dar conto di una serie di motivi che appaiono suggerire di rimandare ad altra occasione il ricorso alla teoria dei “controlimiti”, non ultimo il rischio per il giudice interno di dover scegliere tra la fedeltà europea e quella costituzionale.

SOMMARIO: 1. La sentenza Taricco e le reazioni nella dottrina interna. – 2. La consolidata, profonda incidenza del diritto dell’Unione sul diritto penale e processuale penale nazionale. – 3. I valori in gioco: l’art. 11 della Costituzione e l’apertura dell’ordinamento italiano alle fonti esterne. – 4. La teoria dei “controlimiti”, oggi. – 5. Questioni di giurisdizione in tema di tutela dei diritti fondamentali nel campo di applicazione del diritto dell’Unione. – 6. Alcuni spunti critici sulle ordinanze di rimessione alla Corte costituzionale. – 7. I (poco rassicuranti) possibili scenari successivi all’eventuale accoglimento delle questioni di legittimità costituzionale.