ISSN 2039-1676

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2 novembre 2016 |

Il giudice al tempo dello scontro tra paradigmi

Il presente contributo, ampliato e corredato da note, riproduce la relazione svolta dall’A. al convegno su Legge Giudice Economia, svoltosi presso l’Università di Padova il 30 ottobre 2015. Si ringrazia il Prof. Riccardo Borsari, organizzatore del convegno, per avere consentito ad anticiparne la pubblicazione in questa Rivista.

 

Abstract. Le ricorrenti epifanie del termine “crisi” nella riflessione giuridica contemporanea (e in quella penalistica in modo particolare) possono essere intese come il segno del progressivo tramonto del «paradigma giuridico moderno» e della conseguente apertura di una nuova fase della scienza giuridica che, seguendo il modello delle rivoluzioni scientifiche di Thomas Kuhn, possiamo chiamare «scienza straordinaria». In questa fase, due strategie si fronteggiano all’interno della comunità scientifica. La prima, di gran lunga maggioritaria, reagisce alle sempre più numerose anomalie del vecchio paradigma con i tradizionali strumenti concettuali e con la «mitologia» giuridica che continua, nonostante tutto, ad alimentarlo. Per conciliare la mappa teorica con la realtà che la smentisce vengono formulate delle «ipotesi ad hoc» che rendono il paradigma sempre più complicato e incapace di fornire un utile modello di problemi e di soluzioni. A questa strategia se ne affianca un’altra – all’inizio decisamente minoritaria – che, alla luce di nuove premesse teoriche e di diversi immaginari giuridici, comincia a formulare ipotesi teoriche alternative dalle quali emergerà poi un nuovo paradigma scientifico.

Già da qualche lustro, sulla scena penalistica si fronteggiano analoghe strategie (l’Autore ricorda un recente esempio d’ipotesi ad hoc, la sentenza 49/2015 della Corte costituzionale sulla confisca urbanistica) che rischiano ora (con l’ormai celeberrimo caso Taricco) di provocare un primo, formale, scontro – che l’Autore considera inopportuno – tra vecchio e nuovo paradigma, di cui le due Corti europee sono i principali artefici.

 

SOMMARIO: 1. Tempo (fecondo) di «scienza straordinaria». – 2. Le dicotomie della modernità e il loro superamento. – 3. Rottura epistemologica moderna e recupero della natura pratica del sapere giuridico. – 4. Il protagonismo della giurisdizione e il ruolo delle Corti europee per la formazione di un nuovo paradigma. – 5. Anomalie del paradigma moderno e reazioni della comunità scientifica. – 6. Un esempio di «ipotesi ad hoc» (la sentenza 49/2015 della Corte Costituzionale)… – 7. …e il rischio di uno scontro tra paradigmi: il caso Taricco. – 8. Per una valorizzazione del principio di effettività: il monito delle Corti europee.