ISSN 2039-1676

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18 ottobre 2016 |

G. Giostra, Il processo penale minorile, Commento al D.P.R. 448/1988, Quarta edizione, Giuffrè, 2016

Recensione

A distanza di qualche anno dalla precedente, il Processo penale minorile, curato da Glauco Giostra, esce in una nuova edizione.

Prima ed unica opera nel suo genere: un commentario che si propone di fornire all’operatore un affidabile strumento per il governo della normativa processuale minorile, attraverso l’illustrazione critica delle soluzioni prospettate dalla dottrina e quelle sperimentate dalla giurisprudenza. Questa quarta edizione - come le precedenti caratterizzata dalla completezza dell’informazione, sotto il profilo giurisprudenziale e dottrinale, e dal rigore scientifico - pur mantenendo inalterata la struttura, presenta una nuova veste grafica, che assicura una migliore fruibilità dell’opera attraverso una più agevole lettura.

Il commento ad ogni articolo è, come sempre, preceduto dalle pertinenti disposizioni di attuazione, dai riferimenti normativi, interni ed internazionali, da un sommario e dall’indicazione dell’Autore. Questa scelta del curatore consente al lettore “esperto” di individuare immediatamente i profili di suo interesse e al “meno esperto” di avere un quadro completo della normativa rilevante e delle questioni più importanti.

Il “Commento” è aggiornato e arricchito dalle evoluzioni normative e giurisprudenziali degli ultimi anni:  sono illustrate le soluzioni fornite dalla dottrina e dalla giurisprudenza (anche di merito ed inedita) a tutte le questioni rilevanti, e anche in questa edizione gli autori non perdono l’occasione di fornire nuove chiavi di interpretazione e di segnalare eventuali aporie e lacune del sistema minorile.

Il microcosmo minorile, come è ben messo in evidenza nella premessa, continua a presentarsi come una sorta di enclave normativa, indifferente alle tormentate vicende riguardanti gli altri settori della giustizia penale. Pur avendo costituito l’apripista per alcune innovazioni nel rito dei maggiorenni (dalla messa alla prova all’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto), il processo ai minorenni continua ad essere “l’eterno dimenticato” ogni volta che si mette mano a riforme del sistema. Si pensi, infatti, non solo ai problemi di coordinamento tra l’art. 131-bis c.p. e l’art. 27 o tra l’art. 464-bis c.p.p. e l’art. 28 (profili ben analizzati e messi in luce nei commenti di Claudia Cesari agli artt. 27 e 28 del D.P.R. 448/1998), ma anche alle altre novelle che hanno riguardato la vittima dei reati (il d.lgs. 212/2016) o la materia cautelare (l.47/2015). In entrambi i casi il legislatore non si è interessato di fornire una bussola per il processo minorile, lasciando agli interpreti il compito di individuare gli ambiti di tutela da assicurare alla vittima nel processo minorile (v. al riguardo i commenti di Pasquale Bronzo all’art. 10 e di Paolo Sfrappini all’art. 31, dove sono segnalati i profili più controversi e le perduranti lacune) e la compatibilità delle riforme cautelari con il sistema di giustizia proprio dei minori (profili tutti evidenziati ed analizzati da Lina Caraceni nei commenti agli artt. 19 e ss.).

L’auspicio, già segnalato nella bella premessa di Glauco Giostra, studioso attento da tempo alle problematiche del rito penale minorile, è che le prossime riforme – complice la direttiva UE 2016/800, sulle garanzie procedurali per i minori indagati o imputati nei procedimenti penali – prestino una reale attenzione al minore, e che veda finalmente la luce una legge sull’esecuzione penale costruita sulle peculiari esigenze del condannato minorenne.

In definitiva, anche in questa quarta edizione le caratteristiche del “Commento”, via via affinate - tra le quali si segnala la costante attenzione per le dimensioni giuridiche del rito minorile,  talvolta messe in ombra anche nelle prassi applicative - rendono  il volume assai utile agli avvocati, ai magistrati ed agli studiosi del processo minorile.

Va infine segnalato che l’accurata scelta degli Autori, ai quali sono assegnati i commenti di disposizioni tra loro omogenee, permette al Commento di presentarsi con un’impostazione unitaria e non frammentata. Questa organicità lo rende non solo un volume indispensabile in ogni biblioteca degli operatori e studiosi del diritto, ma anche un valido ausilio alla didattica nei corsi universitari, affinché nelle aule dei nostri Atenei gli studenti si confrontino – anche nelle tematiche del processo all’imputato minorenne – con giurisprudenza e dottrina, familiarizzino con gli “strumenti del mestiere” e siano stimolati a formarsi una propria capacità critica e una reale autonomia di giudizio.