ISSN 2039-1676


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10 ottobre 2016 |

Legalità e ruolo creativo della giurisprudenza nei rapporti tra diritto penale e processo (Seminario di Noto, 2015)

Quale garanzia di prevedibilità del diritto se il diritto è... imprevedibile? (Contributo al VI seminario di formazione interdottorale di diritto e procedura penale "Giuliano Vassalli" per dottorandi e dottori di ricerca organizzato dall'Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali (ISISC) a Noto nei giorni 18-20 settembre 2015)

Il contributo è pubblicato nel n. 2/2016 della nostra Rivista trimestrale. Clicca qui per accedervi.

 

Abstract. Il tema dei rapporti tra diritto penale e processo riporta l'attenzione, sul piano della "genesi" del diritto penale, alla questione del rapporto tra formante legislativo e formante giurisprudenziale, e del ruolo del "diritto dei giudici" nel sistema delle fonti. L'Autore si interroga sulla compatibilità tra la garanzia della legalità penale, intesa tanto nel suo significato costituzionale, quanto in quello elaborato nell'ordinamento Cedu, e il c.d. diritto "a matrice giurisprudenziale". A fronte della scelta della Corte europea di fondare il concetto di legalità penale su quello di prevedibilità e accessibilità del precetto, quale che ne sia la fonte (legislativa o giurisprudenziale), e alla luce della necessità di valorizzare l'aspetto funzionalistico-strutturale della garanzia - in base al quale la norma penale deve costituire una regola di condotta elaborata in un momento anteriore a quello di applicazione processuale - non pare che, nel nostro ordinamento, il diritto giurisprudenziale possa assicurare la realizzazione della garanzia della legalità penale. Semmai, la riscontrata assenza di meccanismi interni idonei ad arginare la fisiologica imprevedibilità del diritto giurisprudenziale, evidente nell'exemplum del caso Contrada, dovrebbe indurre, da un lato, a propugnare tuttora il rigoroso rispetto dell'art. 25 Cost., quindi anche dell'accezione della legalità come riserva di legge, tassativa e determinata; dall'altro, a sollecitare il legislatore ad intervenire, per ripristinare la legalità violata, in tutti quei casi in cui, come in quello relativo al concorso esterno in associazione di tipo mafioso, la fattispecie risulti il frutto di una vera e propria attività "costitutiva" della giurisprudenza.

 

SOMMARIO: 1. Il significato attuale della legalità penale "sotto la lente" del rapporto tra diritto penale e processo. - 2. Principio di legalità e attività "costitutiva" della giurisprudenza. - 3. Prevedibilità e diritto giurisprudenziale nello specchio del nostro sistema: binomio conciliabile o antitesi? - 3.1 Un'incompatibilità irrisolvibile de iure condito? - 3.2 De iure condendo...è davvero auspicabile superare tale incompatibilità? - 4. Nessuno spazio per fattispecie ad "origine giurisprudenziale"? Cosa può dirci in proposito il caso Contrada...