ISSN 2039-1676


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20 giugno 2016 |

La ricombinazione genica della legalità penale: bio-technological strengthening o manipolazione autodistruttiva?

Su Taricco, Varvara e altre mine vaganti

Abstract. Lo scritto tenta di fare il punto sui rapporti di coesistenza-interferenza, spesso tutt'altro che armonici, fra giustizia penale domestica e normativa sovranazionale. Dopo aver dato atto della progressiva erosione della legalità penale, anche sostanziale, occasionata della casistica eurounitaria - trend che, con la recente introiezione della massima Taricco, tocca la sua punta più avanzata e problematica - si ripercorre il parabolico atteggiamento della Consulta nei confronti del diritto europeo dei diritti umani, capace di partorire output iper-punitivisti (es. marital rape cases) o, al contrario, super-garantisti (es. casi Varvara e Contrada) di difficile e talvolta improponibile giustiziabilità a livello nazionale: vuoi per ragioni assiologico-culturali e sistemiche, vuoi per l'assenza di adeguati rimedi tecnici. Il tutto, a dimostrazione di come l'apertura all'interpretazione-legge delle Alte Corti europee, in mancanza di regole formalmente vincolanti che ne governino e limitino l'uso da parte del giudice comune, rischi di produrre più costi che benefici.

 

SOMMARIO: 1. Legalità, diritto penale e normativa eurounitaria. – 2. Legalità, processo penale e normativa eurounitaria. – 3. Legalità penale continentale e legalità penale europea: una sinergia inevitabilmente critica. – 3.1. Quale il maximum standard? – 3.2. Quali i rimedi domestici per Bruno Contrada (e per i suoi cloni)? – 4. Le regole d'ingaggio fra sistema penale domestico e normativa CEDU: il moderato euro-entusiasmo della prima ora. – 5. La fase 2.0: il conflitto junghiano dei giudici costituzionali. – 5.1. Presente, passato e futuribile del cd. europeismo giudiziario. – 6. La terza e attuale fase: il muscolare ritorno a sé stessi.