ISSN 2039-1676


ISSN 2039-1676


23 maggio 2016

Ne bis in idem e reati tributari: la Consulta restituisce gli atti per jus superveniens

Corte costituzionale, ord. 20 maggio 2016, n. 112, Pres. Grossi, Red. Lattanzi e Cartabia  

Per scaricare l'ordinanza della Corte, clicca qui.

 

Come preannunciato nel comunicato stampa dello scorso 8 marzo, con l'ordinanza qui pubblicata la Corte costituzionale restituisce gli atti al Tribunale di Bologna per una nuova valutazione della rilevanza della questione sollevata. alla luce delle modifiche normative intervenute con la recente riforma dei reati tributari, ad opera del d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158. La questione, come i lettori ricorderanno, aveva ad oggetto la sospetta violazione del ne bis in idem convenzionale di cui all'art. 4 Prot. 7 CEDU insita nell'attuale sistema di 'doppio binario' (amministrativo-tributario e penale) nella repressione dell'evasione dell'IVA (clicca qui per scaricare l'ordinanza di rimessione e la relativa nota di M. Caianiello, in questa Rivista, 18 maggio 2015).

Il giudice a quo dovrà ora valutare se persista la rilevanza della questione, alla luce non tanto delle nuove soglie di punibilità (certamente superate nel caso di specie, in cui si discuteva di un debito IVA di circa € 378.000), quanto dell'eventuale sussistenza degli estremi della nuova causa di non punibilità di cui all'art. 13-bis d.lgs. 74/2000, che prevede l'estinzione del reato qualora l'imputato abbia saldato il proprio debito con l'Agenzia delle entrate prima dell'apertura del dibattimento di primo grado.

La Corte costituzionale in tal modo prende tempo prezioso, in attesa che sulla questione si pronunci la Corte di giustizia UE, già sollecitata a intervenire da vari giudici italiani (clicca qui per scaricare il rinvio pregiudiziale formulato dal Tribunale di Bergamo, con nota di F. Viganò, in questa Rivista, 28 settembre 2015; il relativo procedimento è ora rubricato al n. C-524/15 nella cancelleria della Corte ed è riunito ad altri due rinvii pregiudiziali aventi il medesimo oggetto, i n. C-217/15 e C-350/15, con la denominazione comune Orsi e a.) (F.V.).