ISSN 2039-1676

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12 maggio 2016 |

Il carcere come extrema ratio: una proposta concreta

Il contributo è pubblicato nel n. 4/2016 della nostra Rivista trimestrale. Clicca qui per accedervi.

 

Abstract. Il carcere, con il suo contenuto di segregazione e i suoi effetti desocializzanti, è una pena che, oltre ad essere particolarmente afflittiva, costituisce l'ultima eredità di un diritto penale "escludente" che si pone in fortissima tensione con il diritto penale "inclusivo" forgiato dai principi personalistici sanciti dal moderno costituzionalismo. L'obiettivo di renderlo una pena eseguita in termini di extrema ratio può essere perseguito compiendo la scelta tra esclusione carceraria e inclusione non carceraria non soltanto sulla base della gravità del reato, ma anche fronteggiando il più possibile in libertà la crescente pericolosità sociale del reo (da leggersi come peculiari esigenze di risocializzazione), attraverso l'applicazione, sia in entrata che in uscita, di istituti ispirati alla probation. In concreto si può distinguere tra reati di elevata gravità, puniti in concreto con il carcere superiore a 4 anni, che assorbono qualsiasi valutazione di pericolosità sociale e che necessitano della immediata esecuzione della pena, salvo poi sospenderla in fase finale per applicare la liberazione condizionale come strumento di probation; reati di gravità media, puniti in concreto con il carcere fino a 4 anni, rispetto ai quali, in entrata, anche in presenza di recidivi, dovrebbe trovare applicazione la sospensione condizionale della pena come strumento di probation, fronteggiando la crescente pericolosità sociale del reo mediante l'incremento progressivo di prescrizioni volte a impedire la commissione di nuovi reati, mentre, là dove eseguita perché non più sospendibile in entrata, l'esecuzione carceraria potrebbe essere sospesa applicando la liberazione condizionale come strumento di probation; infine, reati di bassa gravità, puniti con pene principali diverse dal carcere, rispetto ai quali dovrebbe trovare applicazione la sospensione condizionale della pena in funzione di prevenzione speciale mediante intimidazione.

 

SOMMARIO: 1. L'inedito radicalismo dell'attuale "contestazione" del carcere. - 2. Le ragioni di questa contestazione così radicale. - 2.1. Il punto: sovraffollamento carcerario e processo di umanizzazione della pena. - 2.2. La linea: il carcere come pena espressione di un diritto penale escludente ... - 2.2.1. ... in netto contrasto con il diritto penale inclusivo forgiato dal moderno costituzionalismo. - 3. Il carcere come extrema ratio. - 3.1. Il sistema sanzionatorio necessariamente carcerario e l'applicazione della liberazione condizionale come strumento di probation. - 3.2. Il sistema sanzionatorio potenzialmente carcerario. - 3.2.1. L'applicazione in entrata della sospensione condizionale della pena come strumento di probation. - 3.2.2. L'applicazione in uscita della liberazione condizionale come strumento di probation. - 3.3. Il sistema sanzionatorio non carcerario e l'applicazione della sospensione condizionale della pena in funzione di prevenzione speciale mediante intimidazione. - 4. Il quadro complessivo del nuovo sistema sanzionatorio: riepilogo. - 5. Messa alla prova e giustizia riparativa nel nuovo scenario di un sistema sanzionatorio non più carcero-centrico.

 

Il presente contributo costituisce il testo scritto della relazione tenuta al Convegno La lotta al sovraffollamento carcerario in Europa, Ferrara, 14-15 aprile 2016. Si tratta del convegno conclusivo del progetto di ricerca internazionale, finanziato dalla Commissione Europea, intitolato "Prison Overcrowding and Alternatives to Detention" e coordinato a livello nazionale dal Prof. Alessandro Bernardi (Università di Ferrara) e, per quanto riguarda l'unità di ricerca dell' Università degli Studi di Milano Statale, dal Prof. Gian Luigi Gatta.  Per maggiori informazioni sul progetto si rinvia a www.prisonovercrowding.eu