ISSN 2039-1676

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28 febbraio 2016 |

Verso l'introduzione del delitto di tortura nel codice penale italiano: una fatica di Sisifo

Un'analisi dei "lavori in corso" anche alla luce della pronuncia della Corte EDU sul caso Cestaro c. Italia

Per seguire gli aggiornamenti sull'iter del disegno di legge relativo all'introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano clicca qui.

Per consultare una scheda riassuntiva delle diverse formulazioni oggetto dell'esame parlamentare clicca qui.

 

SOMMARIO: 1. Introduzione. - 2. La versione emendata del disegno di legge relativo all'introduzione del delitto di tortura proposta dalla Commissione giustizia del Senato a confronto con il testo approvato dalla Camera dei deputati: un mero ripristino della formulazione precedentemente licenziata dal Senato? - 3. In particolare: il delitto di tortura (art. 613-bis c.p.). - 3.1. La collocazione sistematica. - 3.2. L'art. 613-bis, comma 1, c.p.: reato proprio o reato comune? - 3.3. L'elemento oggettivo. - 3.4. L'elemento soggettivo. - 3.5. L'art. 613-bis, comma 2, c.p.: circostanza aggravante oppure ipotesi autonoma di reato? - 4. Rapporti con altre fattispecie criminose: in particolare i maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.). - 5. La configurabilità (di entrambe le versioni) dell'art. 613-bis c.p. nel caso Cestaro, alla luce della pronuncia della Corte EDU contro l'Italia del 7 aprile 2015: è stata tortura? - 6. Conclusioni.