ISSN 2039-1676


ISSN 2039-1676


11 novembre 2010

Trib. Milano (sent.), 11.11.10 (ud.), Pres. ed Est. Tanga (pedopornografia virtuale)

Un caso (il primo in Italia?) di detenzione di materiale pedopornografico "virtuale"

DELITTI CONTRO LA PERSONA - PORNOGRAFIA MINORILE - Distribuzione e divulgazione di materiale pedopornografico di ingente quantità ritraente minori reali impegnati in atti sessuali - Scaricamento del materiale e sua condivisione con altri utenti mediante i programmi "eMule" e "LimeWare" - Sussistenza

Integra il delitto di distribuzione e divulgazione di materiale pedopornografico (nella specie di ingente quantità) lo scaricamento di detto materiale tramite i programmi "eMule" e "LimeWare" e la loro conseguente condivisione (c.d. file sharing) con un numero indeterminato di altri utenti.
 

Riferimenti normativi: C.p. Art. 600 ter co. 3
  C.p. Art. 600 ter co. 5

 

 

DELITTI CONTRO LA PERSONA - DETENZIONE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO VIRTUALE - Eccezione di illegittimità costituzionale dell'articolo 600 quater.1 c.p. in relazione al principio di determinatezza della norma penale (art. 25 comma 2 Cost.) e al diritto di difesa (art. 24 Cost.) - Manifesta infondatezza

E' manifestamente infondata l'eccezione di illegittimità costituzionale dell'art. 600 quater.1 c.p. per violazione del principio di determinatezza/tassatività della norma incriminatrice e, conseguentemente, del diritto di difesa dell'imputato in relazione alla imprecisa formulazione della norma in questione, che non chiarisce in maniera inequivoca se le immagini "virtuali" di minori debbano necessariamente rappresentare minori reali associati mediante tecniche di elaborazione grafica a situazioni pornografiche fittizie, ovvero se possano rappresentare anche minori del tutto fittizi. Da una lettura costituzionalmente orientata della norma si evince infatti che essa non ha ad oggetto la mera tutela del buon costume, ma lo sviluppo fisico, psicologico, morale e sociale di minori reali, la cui immagine sia stata fittiziamente associata a contesti sessuali; debbono essere invece esclusi dal suo ambito applicativo disegni pornografici e cartoni animati che ritraggono bambini e adolescenti di fantasia, la cui detenzione a fini di commercio o distribuzione potrebbe al più integrare il delitto contro il buon costume di cui all'art. 528 c.p. (Nella fattispecie, il Tribunale ha condannato l'imputato anche per il delitto di detenzione di materiale pedopornografico virtuale, in relazione alla detenzione nel proprio computer di diciotto immagini tridimensionali, realizzate con elevataqualità grafica, che rappresentavano figure umane plastiche e proporzionate di adulti e minori coinvolti in atti sessuali, dove alla sommità del corpo del minorenne era stata apposta l’immagine bidimensionale ritraente un bambino realmente esistente).

 

Riferimenti normativi: Cost. Art. 25 co. 2
  Cost. Art. 24
  C.p. Art. 600 quater
  C.p. Art. 600 quater1