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15 dicembre 2015 |

Le riforme in materia di contrasto alla corruzione introdotte dalla legge n. 69 del 2015

Voce per il "Libro dell'anno del diritto Treccani 2016"

 

Il presente contributo riproduce, con lievi modifiche, la corrispondente voce destinata alla sezione di diritto penale (curata da G. Leo e F. Viganò) de Il libro dell'anno del diritto 2016 Treccani (dir. da R. Garofoli e T. Treu), Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, 2016. Ringraziamo l'editore e i direttori dell'opera, che comprende una nutrita serie di saggi su tutte le novità che hanno interessato i vari settori del diritto italiano nel corso dell'anno che sta ormai per concludersi, per avere consentito ad anticiparne la pubblicazione sulla nostra Rivista.


Abstract. A meno di tre anni dalla riforma "di sistema" del 2012 (l. n. 190), la l. n. 69 del 2015 ha ulteriormente irrobustito l'apparato repressivo delle patologie lato sensu corruttive, avvertite nel nostro Paese come sempre più dilaganti e corrosive del tessuto economico e politico-democratico. L'intervento è contrassegnato da tre direttrici politico-criminali: inasprimento sanzionatorio in funzione di deterrenza, recupero coattivo del vantaggio illecitamente ottenuto dai pubblici agenti, incentivazione della collaborazione processuale di corrotti e corruttori. Pur presentando elementi di novità degni di apprezzamento, anche questo nuovo sforzo legislativo non è immune da difetti che complicano il lavoro dell'interprete e potrebbero ostacolarne l'esito positivo.

 

SOMMARIO: 1. La ricognizione. La legge 27 maggio 2015, n. 69. - 2. La focalizzazione. Le innovazioni al regime dei reati contro la p.a. - 2.1. Il "ritorno" dell'incaricato di pubblico servizio tra i soggetti attivi della concussione. - 2.2. I nuovi quadri edittali di pena. Ricadute su prescrizione e strumenti di indagine. - 2.3. L'induzione ex art. 319-quater c.p.: acquisizione di una fisionomia anche edittalmente "intermedia". - 2.4. Il "recupero" del vantaggio illecito quale fondamentale obiettivo della l. n. 69/2015. - 2.5. La nuova attenuante della collaborazione post delictum. - 3. I profili problematici. - 3.1. La "riparazione pecuniaria": incerta natura e difficile coordinamento con la confisca dei proventi illeciti. - 3.2. Incongruenze normative non emendate. - 3.3. Disarmonie linguistiche. - 3.4. La leva della prevenzione amministrativa.