ISSN 2039-1676

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15 ottobre 2015 |

"Caporalato" e repressione penale: appunti su una correlazione (troppo) scontata

Il contributo è ora pubblicato nel n. 2/2015 della nostra Rivista trimestrale. Clicca qui per accedervi.

 

Abstract. L'Autore si propone di evidenziare, all'esito di un percorso esegetico della fattispecie alternativo a quello finora consolidato in dottrina, come il deficit di efficacia dell'art. 603-bis c.p. sia da imputare, ancor prima che a difetti di tecnica legislativa, all'inadeguatezza dello strumentario repressivo penale ad affrontare il fenomeno del caporalato. Invero, le principali censure mosse alla fattispecie - l'inappropriata individuazione del soggetto attivo, l'irragionevole disparità di tutela delle vittime determinata dal combinato disposto con l'art. 22 t.u. imm., nonché la mancata previsione di conseguenze sanzionatorie efficaci sul piano dell'ablazione patrimoniale - potrebbero essere persino superabili in via interpretativa o, comunque, ridimensionate alla luce di un'attenta considerazione del fenomeno sottostante. Semmai, la vera aporia, come rivela la posizione della questione 'preliminare' della meritevolezza di pena delle condotte di intermediazione, è costituita dall'affidare ad una fattispecie assiologicamente ascrivibile al 'nucleo duro' del diritto penale, anziché a politiche pubbliche in campo economico e sociale, il 'governo' d'un vero e proprio "sistema di produzione".

 

SOMMARIO: 1. Introduzione: oggetto e limiti del lavoro. - 2. 2. La norma-manifesto della repressione penale del caporalato e i suoi limiti strutturali. - 2.1. Soggetti attivi: l'omessa menzione del datore di lavoro. - 2.2. (Segue): l'omessa previsione della responsabilità dell'ente collettivo. - 2.3. Soggetti passivi: fra cambiamenti sociali e inappropriate soluzioni di tutela. - 2.4. Sistema sanzionatorio. - 3. Alcuni rilievi per una rimeditazione critica. - 3.1. Sulle premesse interpretative generali della dottrina maggioritaria e della giurisprudenza edita: la premessa del vuoto di tutela. - 3.2. (Segue): il rapporto con le fattispecie di schiavitù e di associazione (note di metodo). - 3.3. Sulla posizione del datore di lavoro. - 3.3.1. Responsabilità diretta a titolo di autore: una ricostruzione alternativa. - 3.3.2. Responsabilità concorsuale (aggravata). - 3.4. Sulla responsabilità degli enti collettivi. - 3.6. Sulla mancata previsione della confisca. - 4. Postilla politico-criminale.