ISSN 2039-1676

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31 luglio 2015 |

Le conclusioni del Consultative Forum dei pubblici ministeri degli Stati membri UE in materia di confisca dei proventi di reato e traffico di esseri umani

Le conclusioni del Consultative Forum sulla confisca dei proventi del reato e sul traffico (e 'smuggling') di esseri umani

1. Pubblichiamo le conclusioni raggiunte nell'ottavo incontro del Consultative Forum dei Procuratori generali e dei Procuratori della Repubblica degli Stati Membri dell'Unione Europea, organizzato dalla Presidenza italiana del Semestre europeo con il supporto di Eurojust, sui temi del congelamento e confisca dei patrimoni provenienti dal reato e sul traffico ed ingresso illegale di esseri umani (per accedere al documento "Meeting of the Consultative Forum of the Prosecutors General and Directors of Public Prosecutions of the Member States of the European Union, Eurojust, The Hague, 12 december 2014, Conclusions", clicca qui).

Questi, in breve, gli auspici e gli indirizzi espressi dai Procuratori generali e dai rappresentanti degli uffici del pubblico ministero europei.

 

2. Con riferimento al tema delle misure di contrasto patrimonale alla criminalità, specie organizzata (per scaricare il report dei lavori "Report Strategic Seminar on Freezing and Confiscation 11 dec 2014", clicca qui; per scaricare il testo della relazione tenuta da Nicola Selvaggi, clicca qui), viene in primo luogo evidenziata l'esigenza di una maggiore coerenza e semplificazione dell'attuale quadro normativo dell'Unione, considerato ancora eccessivamente frammentario, da attuarsi in particolare attraverso prossime iniziative di consolidamento o codificazione, secondo, del resto, quanto suggerito dalle linee strategiche post-Stoccolma del giugno 2014. In questo contesto, viene anche opportunamente sottolineata la necessità di assicurare l'armonizzazione delle discipline nazionali sostanziali e processuali, al fine di consolidare la reciproca fiducia tra le autorità giudiziarie nazionali e, di qui,  garantire il mututo riconoscimento delle decisioni.

I membri del Consultative Forum rilevano inoltre che, dato il carattere frequentemente transfrontaliero delle indagini finalizzate a tracciare e a recuperare gli "assets" provevienti dalle attività criminali, oltre all'affinamento del quadro normativo, occorre anche intervenire sulle procedure concrete, in particolare mediante l'elaborazione di best practices, manuali per operatori e programmi di training. Viene pure messo opportunamente in evidenza il significato che può assumere la destinazione dei beni confiscati alle finalità sociali o di interesse pubblico.

Particolare attenzione è dedicata alla questione concernente la "confisca senza condanna". Il Consultative Forum rileva che l'ultimo strumento adottato dall'Unione, la Direttiva/2014/42/UE (per consultare il testo della direttiva, accompagnato da una scheda illustrativa a firma di M. Montanari, clicca qui; per i commenti relativi, clicca qui) non affronta adeguatamente il tema, adottando invece un approccio estremamente prudente, con il risultato che la materia sembra oggi essenzialmente affidata all'attività concreta di cooperazione giudiziaria, mentre sarebbero necessarie più approfondite analisi che tengano soprattutto conto della giurisprudenza della Corte Edu, anche al fine di evitare che gli orientamenti della Corte di Strasburgo siano considerati solo superficialmente. Si consiglia, comunque, di valutare l'opportunità che nei futuri interventi normativi dell'Unione sulle misure di contrasto ai patrimoni accumualti mediante attività illecite il rimedio della "confisca senza condanna" sia finalmente disciplinato, con un compendio di garanzie minime.

 

3. Nella discussione sui profili problematici sollevati dall'attività pratica di contrasto all'organizzazione degli ingressi illegali e al traffico di esseri umani, il Consultative Forum ha voluto in primo luogo sottolineare come la repressione di tali fenomeni criminali debba essere senz'altro concepita come interesse dell'Unione nel suo complesso e non solo degli Stati che si affacciano sul Mediterraneo.

Ciò premesso, si è osservato come uno dei problemi principali sia rappresentato dalla difficoltà di individuare e perseguire le figure di vertice delle organizzazioni, oltre gli individui che effettuano materialmente il trasporto delle persone.

Inoltre, sono state evidenziate le seguenti ricorrenti criticità nelle indagini: credibilità dei testimoni e loro frequente riluttanza a collaborare; assenza di prove circa l'uso della forza o di altri mezzi di coercizione o di mezzi fraudolenti e, in ogni caso, difficoltà di ricondurre gli eventuali elementi di prova ai soggetti sospettati; difficoltà nell'accertamento dell'età delle vittime specie quando si tratti bambini; assenza di elementi di prova da utilizzare nell'assenza di dichiarazioni e testimonianza da parte delle vittime; difficoltà nei rapporti con Stati terzi in ordine alla raccolta e all'acquisizione della prova; in generale, legislazione frammentaria.

Il Consultative Forum enuclea inoltre alcuni possibili profili di miglioramento delle attività di contrasto, in particolare, tra gli altri: perfezionamento del quadro normativo, anche al fine di meglio supportare le attività di coordinamento e cooperazione con gli Stati terzi; istituzione di squadre investigative e database comuni; specializzazione dei magistrati e delle forze di polizia.

Nella discussione viene anche evidenziata l'opportunità di inserire le attività di 'trafficking' e 'smuggling' tra i delitti di competenza della Procura Europea.

 

4. Nelle conclusioni, con riferimento tanto ai temi del sequestro e della confisca quanto a quelli dell'ingresso illegale e del traffico di esseri umani, si sottolinea, infine, il valore aggiunto apportato dalle strutture e dagli strumenti di Eurojust, nell'assistenza e nel supporto alle autorità giudiziarie degli Stati Membri.