ISSN 2039-1676

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25 maggio 2015 |

L'incidenza sul giudicato interno delle sentenze della Corte europea che accertano violazioni attinenti al diritto penale sostanziale

Rielaborazione della relazione svolta all'incontro tenuto presso la Corte di Cassazione il 29 ottobre 2014, dal titolo "Le questioni ancora aperte nei rapporti tra le Corti supreme nazionali e le Corti di Strasburgo e di Lussemburgo"

 

Abstract. Il presente contributo affronta la problematica questione dell'esecuzione delle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nel nostro ordinamento. In particolare, dopo alcuni cenni sulla sentenza n. 113/11 della Corte costituzionale e sulle soluzioni giurisprudenziali elaborate in precedenza, l'attenzione è stata limitata alle ipotesi in cui la Corte di Strasburgo rinvenga una violazione attinente al diritto penale sostanziale: di conseguenza, ci si è soffermati sull'art. 7 CEDU e, brevemente, sull'art. 10 CEDU. Mentre nelle ipotesi di violazioni di natura processuale il rimedio più idoneo per garantire al ricorrente un'adeguata restitutio in integrum è, di solito, la "revisione europea" (come introdotta e disciplinata dalla Corte costituzionale), nei casi di violazioni sostanziali, invece, si è maturata la convinzione che il rimedio più efficace sia, di norma, quello dell'incidente di esecuzione, anche sulla base di alcuni recenti approdi delle Sezioni Unite che hanno sensibilmente valorizzato la fase esecutiva. Si tratta, comunque, di una conclusione la cui validità dovrà essere saggiata in ogni singola occasione, alla luce delle peculiarità del caso di specie. Nell'affrontare la questione, inoltre, si è accennato ai possibili rimedi esperibili da coloro i quali, pur versando nella medesima situazione del ricorrente vittorioso a Strasburgo, non abbiano però presentato il ricorso alla Corte Europea. Nel complesso, è emerso in modo inequivocabile che, nelle ipotesi di conclamata violazione dei diritti umani, la res iudicata tende oggi a perdere l'aura di intangibilità che l'ha tradizionalmente caratterizzata.

 

SOMMARIO: 1. Introduzione. - 2. L'adeguamento alle sentenze della Corte EDU prima del 2011: percorsi giurisprudenziali. - 3. La sentenza n. 113/11 della Corte costituzionale. - 3.1. Ulteriori profili della sent. n. 113/11. Cenni sulle (prospettate ma inattuate) soluzioni normative. - 4. La problematica esecuzione delle sentenze della Corte EDU che accertano violazioni di diritto penale sostanziale. Considerazioni introduttive. - 5. Violazione dell'art. 7 (I): la lex mitior. - 5.1. I "fratelli minori". - 5.2. La consacrazione dell'incidente di esecuzione quale rimedio all'illegittimità (lato sensu) della pena: la sentenza Gatto delle Sezioni Unite e gli effetti della sent. n. 32/14 della Corte costituzionale. - 6. Violazione dell'art. 7 (II): irretroattività e divieto di analogia. Cenni sul caso Contrada. - 7. Violazione dell'art. 7 (III): tassatività e colpevolezza. - 8. Violazione dell'art. 10 CEDU: il caso Belpietro. - 9. Conclusioni.