ISSN 2039-1676


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18 maggio 2015 |

Il delitto riparato. Una disequazione che può trasformare il sistema sanzionatorio

Il contributo è ora pubblicato nel n. 2/2015 della nostra Rivista trimestrale. Clicca qui per accedervi.

SOMMARIO: 1. La vecchia ideologia della pena subìta, retrospettiva e reocentrica. - 2. L'incapacità limitatrice della retribuzione passatista, e il pieno di prevenzione generale. - 3. La realtà delle ipotesi di "perdono", di riparazione e di "non punibilità" disciplinate. - 4. Vetustà e residualità del modello codicistico del rapporto pena-riparazione-risarcimento rispetto a quello delle leggi penali complementari. - 5. L'obbligo del risarcimento, il dovere della pena subìta, la riparazione come onere. - 6. Dalla riparazione come "terzo binario" alla pena agìta post-riparatoria. - 7. La riparazione dell'offesa e del danno come base epistemologica della pena criminale, alternativa alla proporzione, duplicante il male. - 8. Delitto riparato ≤ delitto tentato. - 9. Riparazione e determinatezza. La riduzione complessiva del male per autore e vittima insieme. - 10. Riparazione e laicità. - 11. La riparazione possibile tra processo di cognizione e di esecuzione.