ISSN 2039-1676

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11 maggio 2015 |

Le (caleidoscopiche) ricadute penalistiche della procedura di voluntary disclosure: causa sopravvenuta di non punibilità , autodenuncia e condotta penalmente rilevante

Il contributo è ora pubblicato nel n. 2/2015 della nostra Rivista trimestrale. Clicca qui per accedervi.

Abstract. Lo scritto ha ad oggetto le ricadute penalistiche della procedura di collaborazione volontaria, cd. voluntary disclosure, introdotta dalla l. 186/2014. In particolare, dopo una breve ricostruzione dei tratti caratterizzanti la collaborazione volontaria, vengono analizzati: (a) gli effetti in bonam partem conseguenti alla conclusione positiva della procedura, ovvero l'applicazione al cd. collaborante volontario e ai concorrenti nel reato di una causa sopravvenuta di non punibilità per alcuni delitti tributari e per le condotte di riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego aventi quale oggetto materiale il profitto dei predetti delitti; (b) i principali reati per cui la causa di non punibilità non opera e la relazione tra voluntary disclosure e responsabilità dell'ente ex D.Lgs. 231/2001, valutando il rischio che l'accesso alla procedura possa risolversi in una sostanziale autodenuncia; (c) i reati che possono essere commessi, abusando della procedura, e segnatamente i delitti di esibizione di atti falsi e comunicazione di dati non rispondenti al vero, di riciclaggio, di autoriciclaggio e di truffa ai danni dello Stato.

 

SOMMARIO: 1. La voluntary disclosure: il nuovo patto tra contribuente infedele e Fisco - 2. I tratti fondamentali della procedura di collaborazione volontaria - 3. Gli effetti penalistici in bonam partem: i reati non punibili a seguito di conclusione positiva della procedura di collaborazione volontaria - 4. Le rilevanti assenze: restano punibili molti reati prodromici all'evasione o finalizzati ad occultarla e il legislatore resta silente sulla responsabilità dell'ente - 4.1. I delitti tributari non coperti dalla causa di non punibilità: la ricerca di un effetto domino - 4.2. I (principali) reati comuni non coperti dalla collaborazione volontaria: l'appropriazione indebita, l'infedeltà patrimoniale, la corruzione tra privati, i delitti di bancarotta, le false comunicazioni sociali e i delitti contro la fede pubblica - 4.3. Voluntary disclosure ed intestazione fittizia di beni: una relazione pericolosa? - 4.4. Quale incidenza della collaborazione volontaria sulla responsabilità degli enti? - 5. La voluntary disclosure come condotta penalmente rilevante - 5.1. Il delitto di "esibizione di atti falsi e comunicazioni di dati non rispondenti al vero" e la responsabilità del professionista - 5.2. La relazione tra il delitto di "esibizione di atti falsi e comunicazioni di dati non rispondenti al vero" e i reati di riciclaggio, autoriciclaggio e truffa ai danni dello Stato - 6. Provvisorie conclusioni: l'ultima chiamata per il contribuente infedele?