ISSN 2039-1676

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22 aprile 2015 |

Sulla struttura speculare e opposta di due modelli di abuso pedopornografico

Considerazioni a margine di Trib. Firenze, 27 gennaio 2015 (dep. 10 febbraio 2015), G.I.P

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Per scaricare il contributo a firma di A. Verza, di cui riportiamo di seguito l'abstract e il sommario, clicca sotto su "download documento".

Abstract. Il presente lavoro parte dall'analisi di una recente sentenza relativa al reato di pornografia minorile per affrontare il problema dell'inadeguatezza del nostro art. 600-ter c.p. nel fornire tutela verso forme di abuso pedopornografico (e pornografico) che, come il "sexting" e la diffusione non autorizzata di materiale sessualmente esplicito (fenomeni oggi molto diffusi e sociologicamente inquadrabili all'interno di una specifica cultura di massa) rientrano in schemi comportamentali diversi rispetto a quelli che hanno inizialmente ispirato la costruzione della norma in questione. Tale sentenza, che assolve l'imputato in relazione al reato di produzione di materiale pedopornografico "perché il fatto non sussiste", mentre condanna al minimo della pena per il reato di divulgazione di tale materiale, offre l'occasione per una riflessione in merito agli ambiti residui (pur dopo la l. 172/2012) di incertezza definitoria in relazione alla condotta di cui all'art. 600-ter c.p., e alla proporzionalità retributiva tra le sue parti, nonché in merito al vacuum normativo tuttora non colmato relativo alla punizione di condotte di diffusione non autorizzata di materiale sessualmente esplicito direttamente finalizzate alla distruzione dell'immagine sociale della vittima. In particolare, si sosterrà che nel sexting viene capovolto, rispetto a quanto accade per la forma classica di abuso pedopornografico, il rapporto "reato principale-reato secondario" che mette in relazione tra loro la produzione e la divulgazione di tale materiale, sia sotto il profilo della maggiore-minore gravità, e quindi retributivo, sia sotto quello della strumentalità dell'uno alla realizzazione dell'altro.

SOMMARIO: 1. Il fatto e la sentenza. - 2. La pornografia (minorile): cosa è cambiato negli ultimi decenni. - 3. La definizione di pornografia minorile dopo l'ultima modifica dell'art. 600-ter c.p. - 4. I due argomenti-chiave della sentenza. - 5. Sulla ratio giustificativa dell'estensione dell'ambito di tutela della norma. - 6. Problemi di tutela prodromica e di proporzionalità retributiva per il reato di pornografia minorile. - 7. Il reato mancante: la diffusione non autorizzata di materiale sessualmente esplicito.