ISSN 2039-1676


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11 gennaio 2015 |

I delitti di corruzione nell'ordinamento italiano: qualche considerazione sulle riforme già fatte, e su quel che resta da fare

Relazione al Congresso italo-spagnolo svoltosi presso l'Università degli Studi di Milano il 29 e 30 maggio 2014

Il presente contributo è pubblicato sul numero 3-4/2014 della nostra Rivista Trimestrale. Clicca qui per accedere alla sezione dedicata agli atti del Convegno.

SOMMARIO: 1. Premessa. - 2. Le linee essenziali, e i limiti, della legislazione penale italiana in materia di corruzione prima della riforma del 2012. - 2.1. Le figure di corruzione. - 2.2. Il delitto di concussione, e i suoi tormentati rapporti con le fattispecie di corruzione. - 3. La riforma del 2012, e i suoi limiti. ­- 3.1. I nuovi delitti di corruzione. - 3.2. Lo 'spacchettamento' della concussione. - 4. Le prospettive di ulteriore riforma. - 4.1. Sulle proposte di legge attualmente all'esame del Senato. - 4.2. Qualche spunto per il futuro legislatore: a) comprendere le cause dell'insostenibilità della situazione attuale (ovvero: sull'impossibilità di tracciare plausibili linee di demarcazione tra concussione, induzione indebita e corruzione). - 4.3. (Segue): b) l'obiettivo fondamentale da perseguire (ovvero: chi paga il pubblico agente per ottenere un indebito vantaggio deve essere punito quale corruttore). - 4.4. (Segue): c) l'esigenza di individuare con precisione i casi in cui il privato che paga il pubblico agente non debba essere punito. - 4.5. (Segue): d) l'opportunità di prevedere una clausola di non punibilità per la corruzione per l'esercizio delle funzioni in favore del privato che paga al solo scopo di evitare un danno ingiusto. - 4.6. (Segue): e) la necessità di una drastica limitazione dell'ambito applicativo del delitto di concussione e di un'abolizione del nuovo delitto di induzione indebita. - 4.7. (Segue): f) ulteriori possibili interventi. - 4.8. (Segue): g) considerazioni sul diritto intertemporale. - 4.9. Conclusioni.