ISSN 2039-1676


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28 novembre 2014 |

Concussione e induzione indebita: il formante giurisprudenziale tra legalità in the books e critica dottrinale

Alcune osservazioni in margine a Cass., Sezioni unite, 24 ottobre 2013, n. 12228, Pres. Santacroce, Rel. Milo, ric. Maldera

 

Continua il dibattito sul tema dei rapporti tra concussione e induzione indebita ex art. 319 quater c.p.,  al quale la nostra Rivista ha dedicato ampio spazio, prima e dopo la sentenza Maldera delle Sezioni unite della Cassazione, depositata nello scorso mese di marzo e da noi pubblicata con una scheda di Gian Luigi Gatta  e una nota di Daniele Piva. Dopo il commento del prof. Giuliano Balbi, oggi è la volta di un'altra nota alla sentenza stessa, del prof. Antonino Sessa, che fornisce ulteriori spunti di riflessione alimentando un dibattito destinato verosimilmente a proseguire a lungo. 

 

 

Il contributo è ora pubblicato nel n. 1/2015 della nostra Rivista trimestrale. Clicca qui per accedervi.

 

Abstract. La ristrutturazione normativa del delitto di concussione ha aperto, nel diritto vivente, un vivace dibattito sui possibili tratti distintivi tra il nuovo art. 317 c.p. e la ormai nota ipotesi di induzione indebita. I diversi orientamenti ermeneutici maturati in brevissimo tempo hanno reso necessario, sul punto, un ponderoso intervento delle Sezioni unite della Corte suprema di cassazione che, nell'ambito di una rigorosa dommatica giurisprudenziale, pure non mancano, a ben vedere, di porre le basi per il recupero di una nomofilachia delle norme sulla nomofilachia dei casi. Infatti, il possibile ricorso a (de)penalizzazioni in concreto affidate ad una politica giudiziaria in nome di una pur invocata tenuta del sistema sembra, per ipotesi di "induzione non costrittiva vittimizzante", confermare la necessità di ripensare una 'riforma delle riforme' che, al riparo da torsioni (in)sopportabili della legalità, sappia radicare nel dato normativo opzioni razionali di politica criminale.

 

SOMMARIO: 1. La legge n. 190 del 2012: la rivisitazione del delitto di concussione alla prova del "diritto vivente". - 1.1. L'orientamento quantitativo-soggettivizzante. - 1.2. L'orientamento qualitativo-oggettivizzante. - 1.3. L'orientamento sincretico. - 2. Le Sezioni unite Maldera: il formante giurisprudenziale sulla 'quarta via'. - 3. Il fondamento valoriale della giurisprudenza-fonte alla prova del controllo di razionalità dottrinale. - 4. Il necessario recupero della nomofilachia delle norme negli esiti di una rigorosa 'dommatica giurisprudenziale'.