ISSN 2039-1676

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23 luglio 2014 |

La rinnovazione della prova dichiarativa in appello alla luce della CEDU

Il presente contributo è ora pubblicato nel n. 3-4/2014 della nostra Rivista trimestrale. Clicca qui per accedervi.

 

Abstract. Nella giurisprudenza della Corte EDU si è progressivamente affermato il diritto alla riassunzione della prova dichiarativa quando oggetto della cognizione e decisione del giudice dell'impugnazione sia l'integrale (ri)valutazione della responsabilità dell'imputato. Sviluppando il proprio itinerario interpretativo, in una serie di recenti pronunce la Corte di Strasburgo ha censurato come violazione dell'art. 6 CEDU l'omessa rinnovazione della prova nell'ipotesi di ribaltamento - in sede d'impugnazione - della sentenza di assoluzione in condanna. Nel presente lavoro si delineano presupposti e caratteri del diritto "convenzionale" alla rinnovazione della prova e se ne indaga l'impatto sull'ordinamento nazionale alla luce dei consolidati obblighi d'interpretazione conforme. Muovendo dall'analisi della più recente giurisprudenza della Corte di cassazione, l'indagine si snoda attraverso tre linee direttrici: (ri)definizione dell'ambito di operatività, nell'ordinamento domestico, delle rationes decidendi proposte dalla Corte EDU; praticabilità di un'interpretazione dell'art. 603 c.p.p. conforme alla Convenzione; ricostruzione delle cadenze del vaglio in appello sulla rinnovazione della prova decisiva e controllo della relativa decisione in sede di legittimità. A livello sistematico, infine, il riconoscimento in sede europea del diritto alla rinnovazione della prova fa riemergere la scarsa coerenza dell'attuale struttura dell'appello nel sistema processuale penale e costituisce una preziosa occasione per una riflessione de iure condendo.

 

SOMMARIO: 1. Dalla giurisprudenza della Corte EDU nuova linfa al dibattito sulla disarmonia strutturale dell'appello penale. - 2. Lo "statuto convenzionale" del diritto alla rinnovazione della prova in appello. - 2.1. Preliminari spunti di riflessione sulla tutela apprestata dalla Corte di Strasburgo all'immediatezza nei giudizi d'impugnazione. - 3. L'ordinamento italiano alla prova dei principi convenzionali: considerazioni introduttive. - 4. La rilettura delle rationes decidendi convenzionali da parte della Corte di cassazione. - 4.1. Distinzioni artificiali tra casi interni ed europei: un confronto emblematico. - 5. L'interpretazione conforme dell'art. 603 c.p.p.: una strada accidentata, ma percorribile. - 5.1. Il vaglio sulla decisività della prova da parte del giudice d'appello. - 5.2. Compatibilità dell'interpretazione conforme con l'ordinamento nel suo complesso. - 6. Il sindacato di legittimità sull'omessa rinnovazione della prova tra inquadramento nei motivi di ricorso e controllo sulla decisività. - 6.1. Il regime di rilevabilità del vizio nel giudizio di cassazione. - 7. Il ruolo dell'appello nel processo informato all'immediatezza: cenni sulle prospettive di riforma.