ISSN 2039-1676


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11 luglio 2014 |

Oltre Lanzarote: la frastagliata classificazione soggettiva dei dichiaranti vulnerabili

Abstract. Il presente contributo riproduce la relazione svolta dall'A. nell'ambito del Convegno su «L'audizione del minore presunta vittima di abusi», tenutosi presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca il 12 e 13 giugno 2014. L'A. - dopo aver posto in luce l'irragionevolezza (e i rischi) di un sistema codicistico in cui la tutela endoprocessuale dei dichiaranti vulnerabili è vincolata a rigide categorie soggettive, individuate ex ante dalla legge - esamina le implicazioni del recepimento della Direttiva 2012/29/UE, in materia di tutela della vittima nel processo penale. La centralità assegnata dalle norme europee alla discrezionalità del giudice nell'individuazione e nella graduazione delle misure di protezione in favore della vittima, quando ne sia accertata la "vulnerabilità", e, dunque, la non sottoponibilità all'esame incrociato nel dibattimento, deve essere temperata: la deroga alla tipica forma di escussione della fonte di prova nel contraddittorio delle parti, costituzionalmente protetta, non può essere rimessa alle sole scelte degli organi procedenti, in assenza di criteri legislativi volti ad assicurare il bilanciamento fra la tutela del dichiarante vulnerabile, da un lato, e quella del diritto al confronto dell'imputato con il primo, dall'altro.   

 

SOMMARIO: 1. Il quadro normativo fra presente e futuro. - 2. L'intrinseca irragionevolezza dell'approccio casistico legislativo e le prassi elusive. - 3. L'impatto sistematico delle recenti novelle. - 4. Le inedite prospettive europee alla luce della Direttiva 2012/29/UE: l'individual assessment della "vulnerabilità" della vittima. - 5. Segue: il necessario temperamento legislativo della discrezionalità giudiziale ai fini dell'individual assessment. - 6. Nuove rotte e punti fermi.