ISSN 2039-1676


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14 luglio 2014 |

Convenzione europea dei diritti dell'uomo e resistenze nazionalistiche: Corte costituzionale italiana e Corte europea tra guerra e dialogo

Editoriale

Questo lavoro costituisce la relazione - ampliata, aggiornata e corredata di note - presentata dall'A. al convegno La convenzione europea dei diritti dell'uomo e l'ordinamento italiano: problematiche attuali e prospettive per il futuro, svoltosi presso l'Università degli Studi di Modena-Reggio Emilia il 25 ottobre 2013, ed è ora pubblicato, con lievissimi modifiche formali, in S. Sonelli (a cura di), La Convenzione europea dei diritti dell'uomo e l'ordinamento italiano, Giappichelli, Torino, 2015, pp. 207-251. Diritto penale contemporaneo ringrazia la curatrice e Giappichelli editore per averne consentito la previa pubblicazione in questa sede.

 

Abstract. Il contributo analizza criticamente le strategie 'difensive' utilizzate dalla Corte costituzionale a partire dal 2009 e culminate con la nota sentenza sulle 'pensioni svizzere' del 2012, successivamente sconfessata dalla Corte di Strasburgo con la sentenza Stefanetti (aprile 2014), nei confronti degli obblighi discendenti dalla CEDU e dai suoi protocolli; ed auspica che i nostri giudici delle leggi adottino in futuro un approccio maggiormente 'dialogico' nei confronti dei propri colleghi europei. Un simile approccio dovrà peraltro fondarsi, per risultare davvero fruttuoso, su alcune necessarie condizioni: a) il riconoscimento in linea di principio, anche da parte della Corte costituzionale, del ruolo della Corte EDU di 'giudice ultimo' dei diritti fondamentali nello spazio giuridico europeo, b) una lettura fortemente restrittiva dei c.d. 'controlimiti', nonché c) la presa d'atto che la CEDU è parte integrante del "diritto" che i giudici italiani (Corte costituzionale compresa!) sono chiamati ad interpretare ed applicare.

 

SOMMARIO: 1. Lo sfondo dell'analisi: il crescente impatto del diritto di Strasburgo sui sistemi penali degli Stati parte del Consiglio d'Europa (e sul sistema penale italiano in particolare). - 2. Un grande dilemma. 3. L'entusiasmo dei giudici ordinari e le resistenze della Corte costituzionale di fronte al diritto di Strasburgo. - 4. Preannunzi di guerra: i 'controlimiti' nelle sentenze gemelle. - 5. Schermaglie tattiche: il ridimensionamento del ruolo della giurisprudenza di Strasburgo nelle pronunce della Corte costituzionale successive alle sentenze gemelle. - 6. Il primo scontro aperto: la sentenza n. 264/2012 sulle 'pensioni svizzere'. - 7. Tre cattivi argomenti della Corte costituzionale. - 8. Dal paradigma 'bellico' a quello 'dialogico': a) il riconoscimento, in linea di principio, del ruolo della Corte EDU di giudice ultimo dei diritti fondamentali nello spazio giuridico europeo. - 9. (Segue): b) la reale portata dei 'controlimiti' ai vincoli derivanti dal diritto di Strasburgo (e un piccolo test per stabilire quando l'obbligo proveniente da Strasburgo sia contrario alla Costituzione italiana). - 10. (Segue): c) i diritti 'convenzionali' come parte del diritto che la Corte costituzionale è chiamata ad applicare.